Biblioteche, chiusura della Tana dell'Orso. Padovani: "Sarebbe un danno troppo grave"

"Come un granaio, una biblioteca deve essere gelosamente difesa, soprattutto oggi, nel momento in cui le stesse svolgono una funzione ancora più centrale rispetto al passato"

“Fondare biblioteche è un po' come costruire ancora granai pubblici: ammassare riserve contro l'inverno dello spirito che da molti indizi, mio malgrado, vedo venire”. Mi si consenta di citare Marguerite Yourcenar -scrive Alberto Padovani in una nota- non per voler rimarcare l'importanza di istituzioni di questo tipo, di cui certamente c'è piena coscienza, ma per sottolineare la necessità di tutelare e rilanciare un patrimonio fondamentale per l'intera città ma che mi pare oggi incredibilmente sottovalutato. Perché come un granaio, una biblioteca deve essere gelosamente difesa, soprattutto oggi, nel momento in cui le stesse svolgono una funzione ancora più centrale rispetto al passato. Sempre più spesso i bibliotecari hanno infatti il compito di guidare, consigliare il pubblico, ed in particolare i più giovani, diventando sicuri punti di riferimento per i nostri ragazzi. Un ruolo insostituibile e prezioso.

E di sicuro, un punto di riferimento in questo senso è stato in questi anni rappresentato da La tana dell'orso, lo spazio riservato ai ragazzi dai 14 ai 18 anni collocato presso la Biblioteca civica di Parma. Computer a disposizione per navigare su internet senza rischi, una selezione musicale attenta con numerosi cd a disposizione per il prestito, e diversi film in dvd fruibili dagli utenti. Uno spazio che, non a caso, era costantemente popolato da un pubblico in larga maggioranza rappresentato da giovanissimi, che qui trovavano non solo la possibilità di fruire di questi beni, ma anche consigli e suggerimenti da parte di addetti che potevano vantare una solida preparazione. Per queste ragioni, non può che allarmare la notizia diffusa nelle scorse settimane di una chiusura della Tana dell'Orso. Proprio mentre sarebbe necessario potenziare e rilanciare questi servizi, il Comune decide di privarne la città.

Dall'amministrazione, in risposta alle sollecitazioni venute dal consigliere comunale Maurizio Vescovi e dal gruppo consiliare del Partito Democratico, sono per ora venute solamente vaghe rassicurazioni. La verità è che, al momento attuale, non è chiara la data di riattivazione del servizio, sempre che si voglia procedere al suo ripristino, e la perdita per l'intera città è molto grave. Non entro nel merito riguardo la necessità di una riorganizzazione del servizio sostenuta dall'assessore alla Cultura del Comune di Parma, mi limito a dire che questa andava fatta senza interromperlo, nel rispetto degli utenti e di chi lavora nella struttura.

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Altra questione emersa nei giorni scorsa e strettamente connessa è quella della Biblioteca di Alice. Non si tratta, infatti, solo di uno spazio dedicato ai più piccoli dove gli stessi possono trovare consigli e suggerimenti di lettura oltre che molte lodevoli iniziative, Biblioteca di Alice significa Alice dei Libri, il servizio di lettura ad alta voce e promozione del libro che dal 2003 viene svolto presso la Pediatria dell'Ospedale dei bambini di Parma. Su questo, sono giunte rassicurazioni dall'assessore alla Cultura Laura Ferraris in Consiglio comunale: ne prendo atto, ma nel contempo insisto sulla sua rilevanza e sulla necessità di tutela. Il tutto, collocato in un quadro difficile per l'intero sistema bibliotecario, che vive oggi un momento molto difficile di fronte ad una mancanza di strategia che ne mette a rischio il ruolo e rischia di impedire agli stessi di continuare ad essere punti di riferimento per la cittadinanza. Per la città sarebbe un danno davvero troppo grave".

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