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Mario Ciclosi

Mario Ciclosi

Tangentopoli parmigiana, Ciclosi: "Il Comune sarà parte civile"

Lo ha deciso il commissario per tutti i procedimenti che vedono imputati dirigenti e dipendenti dell'ente e delle società partecipate cui vengono ascritti reati contro la Pubblica Amministrazione

Il Commissario straordinario del Comune di Parma, Mario Ciclosi, ha dato mandato ai dirigenti del Servizio Affari legali affinché il Comune si costituisca parte civile "in tutti i procedimenti che vedono quali imputati dirigenti e in genere dipendenti dell'Ente e delle società partecipate cui vengano ascritti reati contro la Pubblica Amministrazione". La nomina del Commissario (Ciclosi il 23 novembre ha preso il posto di Anna Maria Cancellieri, ora ministro dell'Interno) si era resa necessaria dopo le dimissioni della Giunta guidata da Pietro Vignali, seguite al 'terremoto' giudiziario nella città emiliana, e il decreto di scioglimento del Consiglio comunale firmato dal Presidente della Repubblica. Le motivazioni della decisione sono contenute nelle premesse dell'atto.

"A fronte di recenti gravissimi episodi di rilevanza penale che hanno quali protagonisti amministratori, dirigenti e dipendenti sia del Comune di Parma che delle società dal medesimo partecipate, indagati per i reati contro la Pubblica Amministrazione per avere posto in essere condotte contrarie al dovere di fedeltà del pubblico ufficiale o dell'incaricato di pubblico servizio che rivesta la qualità di pubblico ufficiale", il commissario ha deciso di procedere, anche alla luce della "riprovevolezza di tali comportamenti che ledono gravemente - recita il documento - l'immagine della Pubblica Amministrazione, mettendone in ombra autorevolezza, credibilità e prestigio".

L'obiettivo è quello di agire nell'interesse del Comune di Parma in modo da far valere, nell'ambito del processo penale, "il proprio diritto a essere risarcito dei danni che qualsiasi illecita condotta posta in essere contro la Pubblica Amministrazione possa arrecare o abbia arrecato all'immagine della stessa e al pubblico erario". La delibera vuole essere anche un atto con cui si "rileva la necessità sia di porre in essere politiche di prevenzione del fenomeno corruttivo all'interno della Pubblica Amministrazione, sia di condannare le condotte delittuose", e per riaffermare all'interno del Comune di Parma "una condivisa cultura dell' eticità dei comportamenti di amministratori e funzionari pubblici, quale sinonimo di legalità e garanzia di buona amministrazione e imparzialità".

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