Tangenti, domani nuova protesta della 'Piazza' indignata

Dopo la manifestazione spontanea di lunedì in seguito agli arresti dalle 18 appuntamento sotto i Portici del grano, alle 21 assemblea pubblica all'Auditorium Toscanini sul futuro delle mobilitazioni degli ultimi mesi

Nuovo appuntamento con la protesta di piazza per chiedere le dimissioni della giunta Vignali, richiesta ribadita dopo l'arresto dell'assessore alle politiche per l'infanzia Giovanni Paolo Bernini e un'assemblea pubblica per confrontarsi sul futuro del neonato movimento d'opposizione alla giunta. Il coordinamento de 'La Piazza' rilancia con due iniziative che si svolgeranno domani: la prima in contemporanea al consiglio comunale alle ore 18, che probabilmente non raggiungerà il numero legale per l'annunciata assenza dei consiglieri di maggioranza, il secondo alle 21 all'Auditorium Toscanini in via Cuneo.

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Dopo la protesta di lunedì pomeriggio, quando i cittadini si sono raccolti spontaneamente sotto i Portici del Grano in seguito alle notizie sugli arresti della nuova inchiesta 'Easy Money' domani assisteremo ad una nuova protesta. Nell'aria ci saranno anche le dichiarazioni di alcuni consiglieri che hanno sottlineato di avere paura per la propria incolumità fisica se parteciperanno al consiglio. "La Giunta - si legge in una nota diffusa da 'La Piazza' - ha il coraggio di invocare una presunta responsabilità delle manifestazioni di piazza verso un eventuale fallimento del Consiglio comunale. Siamo ormai alle soglie di evidenti deliri da stress".

"Le manifestazioni sotto i Portici del grano si sono sempre svolte pacificamente e democraticamente e, da giugno a oggi, il Consiglio comunale ha svolto regolarmente le sue assemblee, anche se –irresponsabilmente – il Sindaco, il Presidente del Consiglio o qualche delegato della Giunta, con l’arroganza che li hanno distinti in questi anni, non hanno mai pensato di dover scendere 20 gradini per parlare con i cittadini che chiedevano spiegazioni e chiarimenti sulla devastazione economica, sociale e morale della loro città. Ora costoro pensano di addossare il proprio misero fallimento alle civili proteste della piazza. Escano di scena con un minimo di dignità: si assumano le colpe dei loro disastri e delle loro malefatte e, per il bene di tutti, cerchino un lavoro onesto e lontano dalla politica".

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