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Targa all'Rsi, il ragazzo che l'ha rimossa: "E' un offesa a chi lotta per la libertà"

Lo ha fatto alla luce del sole, spiegando poi ai passanti le ragioni del suo gesto. "So che la Villetta è un luogo particolare e il mio intento non è stato quello di profanarlo ma di ripulirlo da quello scempio"

Lo ha fatto alla luce del sole e spiegando poi ai passanti il perchè del suo gesto. Il ragazzo parmigiano che ha rimosso la lapide dedicata ai repubblichini di Salò, in modo spontaneo non danneggiando la targa posta dall'amministrazione comunale al cimitero della Villetta il 2 giugno, che sta suscitando tante polemiche nella nostra città, spiega le ragioni del suo gesto. Semplicemente, dopo una giornata di lavoro, si è recato sul posto e ha rimosso la lapide, considerata da molti come un oltraggio alla città di Parma, medaglia d'oro della Resistenza.

"Quello che è stato fatto dalla giunta comunale nella messa in posa della lapide in ricordo dell’RSI l’ho ritenuto un atto inaccettabile, un’offesa a tutte quelle persone che nella nostra città (e non solo) hanno lottato per ideali di libertà e nella giustizia sociale. L’ho ritenuta un’offesa contro quelle persone che ora lottano per i diritti di tutte le persone. Infatti chi ha voluto apporre quella targa è reduce di quell’ideologia autoritaria e violenta. Non ho ritenuto democratico mettere una targa agli assassini dell’RSI, perché dietro la facciata dei morti che sono tutti uguali si cela un tentativo di revisionare la storia facendo creder che erano nel “giusto” quelle persone cha hanno trucidato i partigiani; deportato ebrei, dissidenti politici, zingari, omosessuali, affamavano quelle persone che vivevano in quelle terre. Inoltre le idee nazi-fasciste non sono mai state democratiche verso nessuno. E’ anche vero che molti sono entrati nelle formazioni dell’RSI non per convinzione ma perché era l’unica alternativa, è ancora più vero che molti a questo giogo si sono ribellati e hanno combattuto dalla parte giusta. Io è vero sono giovane e non ho visto la guerra, voluta dai fascisti, però parenti anziani mi hanno raccontato quello che succedeva nelle nostre zone ma anche  in quelle occupate dai nazisti e da quel governo fantoccio dell’RSI.


Io come libertario e antimilitarista mentre sentivo salire lo sdegno e la rabbia della gente, mente i politicanti dibattevano della correttezza o meno della lapide, io ho preso coscientemente la decisione di togliere quella targa infame senza la delega di nessuno. So che la villetta è un luogo particolare e il mio intento non è stato quello di profanare quel luogo ma di ripulirlo, insieme alla città, di quello scempio. Altresì se ci fosse stata una tomba di un fascista non l’avrei mai toccata ma la lapide in ricordo dell’RSI porta dietro di se un significato di revisionismo e di rimarcare quelle idee totalitarie, razziste, guerrafondaie che hanno assassinato tantissime persone. La mia è stata una risposta a quell’azione di forza e di arroganza da parte di quei nostalgici di un’ideologia autoritaria e violenta" .

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