Inquinamento, Confesercenti sulla proposta delle targhe alterne: "Non sono una soluzione"

Le targhe alterne non sono una soluzione all'inquinamento. Anche la Confesercenti esprime il proprio dissenso in merito alla proposta dell'assessore all'Ambiente, Gabriele Folli, che ha suggerito di istituire la circolazione delle targhe alterne a oltranza

Stefano Cantoni

Le targhe alterne, come il blocco del traffico, non sono una soluzione all'inquinamento. Anche la Confesercenti esprime il proprio dissenso in merito alla proposta dell'assessore all'Ambiente, Gabriele Folli, che nel corso del vertice in Regione sulla qualità dell'aria ha suggerito di istituire la circolazione delle targhe alterne a oltranza, fino al rientro nei limiti di legge una volta superato il numero di 7 sforamenti consecutivi.

"Chi ha un po' di memoria storica - commenta Stefano Cantoni della Confesercenti a ParmaToday - sa che questa misura è stata già adottata anni fa e non ha funzionato. Infatti presto ci si è resi conto che la circolazione delle targhe alterne creava problemi ai lavoratori e alla famiglie: prendiamo ad esempio un artigiano che lavora con il suo furgone, se quel determinato giorno non può circolare va in ferie? E poi le famiglie: non tutte hanno due auto". La soluzione, quindi, non va cercata in queste misure restrittive piuttosto in un "cambiamento delle tecnologie che porterebbe alla reale riduzione dell'inquinamento. Inoltre - sottolinea Cantoni - ci sono ancora in circolazione molti autobus vecchi che sicuramente non contribuiscono al risanamento dell'aria".

Sulla ricerca di soluzioni alternative è d'accordo anche l'Ascom che propone, tra le altre iniziative da poter adottare, incentivi per la riqualificazione energetica degli edifici e degli impianti termici, oltre all'ottimizzazione del trasporto pubblico con nuovi mezzi. Non la pensa allo stesso modo Folli che invece nel corso del vertice ha invitato a "non sottostimare l’apporto del traffico urbano che in realtà nel nostro contesto è sicuramente uno dei maggiori  fattori di inquinamento, considerando che gli impianti di riscaldamento, per la maggior parte a gas metano, danno in realtà un apporto in termini di PM10 inferiore alla media regionale". Al di là delle diverse posizioni, resta comunque la perplessità per un provvedimento la cui sostenibilità oggi è tutta da dimostrare. In un momento di crisi come questo c'è da chiedersi se vale davvero la pena di rendere difficile la vita a imprese e lavoratori che, con con le targhe alterne, potrebbero avere problemi logistici di non poco conto.

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