I Comuni stanno aumentando le tasse: cinque proposte della Cisl per l'equità

La CISL consapevole delle difficoltà di bilancio chiede però una maggiore equità che deve passare da alcuni necessari interventi e regole elementari, altrimenti la recessione segnerà anche la crisi dei servizi comunali alla persona

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ParmaToday

Il sindacato CISL sta prendendo atto degli aumenti sulle tasse che quasi tutti i comuni della provincia stanno applicando per recuperare risorse e ripianare i tagli delle manovre salva debito 2011.
La CISL consapevole delle difficoltà di bilancio chiede però una maggiore equità che deve passare da alcuni necessari interventi e regole elementari, altrimenti la recessione segnerà anche la crisi dei servizi comunali alla persona:

1)    Addizionale irpef, a quanto pare nessun comune ha il coraggio di introdurre progressività sul prelievo (differenti aliquote), quindi l’obiettivo minimo è almeno quello di applicare una soglia di esenzione a 15.000 € per tutelare i redditi di 900 € netti al mese (pensionati, lavoratori flessibili e lavoratori colpiti dalla crisi);

2)    Per contribuire tutti ai fondamentali servizi comunali è necessario anche da parte dei comuni sfruttare gli strumenti per la lotta all’evasione, non possiamo continuare a tollerare che un gioielliere dichiari come un operaio, e quindi: alleanza con agenzia entrate, tracciabilità, segnalazioni e redditometro, incrocio di banche dati;

3)    In alternativa all’aumento dell’addizionale IRPEF, sulle seconde case ci sono ancora margini di applicabilità dell’incremento comunale dello 0,3% IMU, chiaramente con le dovute distinzioni che i regolamenti permettono, ad esempio per le case date in affitto ecc.;

4)    I regolamenti di compartecipazione ai servizi contengono ancora spazi per una maggiore equità, non possiamo tollerare che le famiglie di lavoratori con ISEE di 10.000 € paghino i servizi come quelle con ISEE a 30.000 €. Da qui l’esigenza non più derogabile di: introdurre maggiori fasce ISEE, introdurre l’ISEE lineare o comunque una progressività che eviti i “salti di tariffa”, e ulteriori sconti per chi ha maggiori carichi di famiglia a parità di ISEE (es. bambino all’asilo e anziano non auto nello stesso nucleo) oppure pacchetti di servizi comunali;

5)    In ogni comune deve essere mantenuto un Fondo anticrisi per tutelare le situazioni di difficoltà lavorativa che stanno ancora colpendo molte persone della nostra provincia, contribuendo con risorse economiche e integrando gli altri fondi: regionale, provinciale, delle fondazioni. La misura risulta ancora necessaria per superare il periodo di forte recessione che ci attende (-2,2% di PIL) intervenendo ulteriormente sulle tariffe, sul pagamento di mutui e affitti, sull’attivazione di buoni-spesa.
Queste le 5 proposte CISL per redistribuire risorse in un momento veramente difficile che necessita del confronto concreto di tutti gli attori sociali del nostro welfare di comunità e sulle quali speriamo che si apra un dibattito vero su tutta la provincia.

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