Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca Oltretorrente / Strada Massimo D'Azeglio

Billa, 40 lavoratori a rischio. I sindacati: "Tavolo di crisi con la Provincia"

Dopo la mancanza di risposte dall'azienda a seguito del presidio del 3 febbraio, la richiesta di un tavolo di crisi con la Provincia, per un'intermediazione sulle sorti dei dipendenti di via D'Azeglio

Manifestazione dipendenti Billa di via D'Azeglio, 3 febbraio

A distanza di poco meno di un mese dalla manifestazione con astensione per l'intera giornata lavorativa, non è stato compiuto nessun passo avanti da parte dell'azienda nei confronti della quarantina di dipendenti del Billa di via D'Azeglio che teme di perdere il posto di lavoro. Questo quanto denunciato da dipendenti e sindacati che seguono la vertenza, che sottolineano anche mancanza di investimenti sia in termini di risorse umane che di sicurezza, causa che portò anche ad alcuni giorni di chiusura forzata dall'Ausl per irregolarità igienico-sanitarie.

I dipendenti si dicono molto preoccupati che il punto vendita segua le sorti di altre filiali d'Italia, dove è stata avviata la mobilità per i lavoratori nonostante gli accordi sindacali presi. Mancanza di un acquirente per la filiale parmigiana, situazione di incertezza diventata insostenibile per i lavoratori e una continua richiesta di dialogo con l'azienda per ottenere risposte, la situazione di stallo delineata nel corso del presidio dai delegati sindacali Matteo Galloni, Filcams Cgil e Elisabetta Oppici, Fisascat Cisl.

A causa della mancanza di risposte e del perdurare dell'incertezza a distanza di un mese dalla manifestazione, la decisione dei sindacati di proseguire nel cercare di far sentire la voce dei lavoratori, attraverso nuovi canali di intermediazione. "Abbiamo chiesto la disponibilità di un tavolo di crisi con la Provincia in attesa di un incontro – ci racconta Galloni, Filcams Cgil – . Dopo lo sciopero, l'azienda a livello locale non ha dato risposte, ma sono proseguite le trattative a livello nazionale sui negozi in chiusura e quelli venduti a Conad. Il nostro intento è di trovare un canale di intermediazione istituzionale con l'azienda. L'incertezza e le preoccupazioni dei dipendenti sono molto forti".

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