Teatri, Ferraris: 'Nessun contributo prima del bilancio'. Ma gli operatori la contestano

Polemiche nel corso della conferenza stampa dell'assessore Ferraris sull'avviso pubblico per soggetti partecipanti alle politiche teatrali. Chiara Rubes: "Le criticità per alcuni di noi non riguardano solo l'aspetto economico, è come non sapere dove si dovrà andare a lavorare"

Una conferenza stampa dai toni particolarmente accesi quella tenuta stamane dall'assessore Laura Ferraris per la presentazione dell'avviso pubblico per l'individuazione dei partecipanti alle politiche teatrali dell'amministrazione. L'obiettivo dell'iniziativa, la cui scadenza è fissata per le 12,00 del 18 luglio 2014, è di individuare soggetti come associazioni e organizzazioni culturali non a scopo di lucro, per avviare convenzioni sulla base della presentazione di progetti. Due le tipologie considerate, i progetti continuativi su base annua e proposte per festival pluriennali. A valutare i progetti probabilmente sarà una giuria di tecnici esterni, che terrà conto della coerenza della proposta, della sua articolazione e del legame con il territorio anche attraverso la collaborazione con altri soggetti culturali cittadini, considerando rilevanti eventuali progetti condivisi con artisti o compagnie che non hanno una sede attiva nel territorio valorizzando reti di servizi che ottimizzino i costi organizzativi. Il 60% del punteggio andrà però alla portata del progetto culturale proposto, mentre il 40% riguarderà la valutazione della effettiva realizzazione considerando l'andamento della gestione e del conto economico con riferimento al 2013.

Sarà Parma Infrastrutture a trasmettere l'elenco dei soggetti convenzionati per l'assegnazione degli spazi teatrali di proprietà del comune che sono attualmente disponibili. I soggetti che otterranno la convenzione, precisa l'assessore Ferraris, saranno sostenuti con contributi la cui erogazione verrà fissata di anno in anno una volta approvato il bilancio di previsione e in base alla disponibilità di risorse del settore Cultura. L'assessore Ferraris si è detta pienamente consapevole delle criticità presenti, come il fatto di non poter indicare le somme messe a disposizione prima dell'approvazione del bilancio, secondo quanto previsto dall'Amministrazione, sottolineando però che al comparto teatrale, osservando l'andamento degli ultimi anni, sarebbe andato il 60% delle risorse, "circa 3.700.000 euro su 4.900.000 euro, del bilancio del Comune per il settore cultura, dividendo il restante tra gli altri ambiti, dal restauro ai musei alle biblioteche. Nel 2014 ci siamo visti ridurre le nostre possibilità di azione ma sono comunque stati fatti bandi per le associazioni affinchè sia garantita una progettualizzazione".

Precisazioni dall'assessore anche per sottolineare che la convenzione, intesa come rapporto tra l'ente e i soggetti, può essere avviata anche per chi ha disponibilità di uno spazio proprio o di altra proprietà con cui è attiva una collaborazione. "Poi ci sono immobili a uso teatrale di proprietà del comune che andranno in concessione attraverso Parma Infrastrutture, nell'intento di ripristinare le convenzioni. Il sistema di convenzioni con realtà associative è per i soggetti che operano in ambito teatrale anche con altre realtà, ad esempio il teatro Pezzani  o il Teatro del tempo, che non sono di proprietà del Comune". Le polemiche però non tardano ad arrivare, a partire dagli stessi soggetti teatrali che hanno seguito la conferenza stampa. "Le criticità per alcuni di noi non riguardano solo l'aspetto economico ma anche gli spazi, è come non sapere dove si dovrà andare a lavorare", sottolinea Chiara Rubes. Consapevole delle criticità, l'assessore Ferraris ha rimarcato che si tratta di problemi che deriverebbero da anni di scelte politiche che anche a livello nazionale non avrebbero tenuto adeguatamente conto dell'importanza del comparto teatrale dandogli un'accezione voluttuaria.

Punto di vista non condiviso da alcuni degli artisti presenti in sala che, considerando le incertezze sull'aspetto economico, hanno espresso riserve sul principio alla base di altre attività sostenute dal settore cultura del comune, come la Festa della Musica 2014: "Quando l'ente da spazio nella stessa iniziativa a gruppi di artisti che lavorano gratuitamente assieme a professionisti da seguito al fraintendimento di chi non considera il lavoro alla base di professioni come queste", sottolinea Alessandra Montagnini. Nessuna contraddizione secondo Ferraris che dopo aver paragonato al volontariato il lavoro di artisti che decidono di lavorare senza compenso per farsi conoscere, ha precisato : "I parametri della Festa della musica 2014 sono quelli stabiliti dall'unione europea. Non fa bene continuare a condurre con modalità da bar e in modo strumentale questi temi, alimentando una mentalità che anche a livello nazionale porta poi a queste criticità".

"Se l'amministrazione evitasse di mescolare il lavoro amatoriale con quello dei professionisti forse il pubblico non farebbe confusione - osserva un altro operatore teatrale presente alla conferenza -. E' vero che ci sono professionisti, come ad esempio i medici, che fanno volontariato, ma è una loro scelta, non glielo chiede un ente pubblico". "So bene che la nostra realtà culturale non riesce a sostenere la struttura ma non ci sono possibilità di ammortizzatori in questo ambito, è un problema di mentalità", replica l'assessore Ferraris.

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Un punto di vista che non trova il sostegno di molti degli operatori teatrali presenti oggi alla conferenza, che hanno cercato in più occasioni di prendere la parola per esprimere dissenso riguardo i criteri e le modalità dell'iniziativa presentata. "Cerchiamo quotidianamente di non disintegrare i rapporti con altri artisti ma anche solo per far fronte alle spese vive dobbiamo trovare una soluzione con chi ha un sospeso nei nostri confronti. - tuona un altro intervento dal pubblico -. Credo ci sia una differenza netta tra avere consapevolezza delle criticità del settore e prendersi la responsabilità di queste criticità. Siamo alle prese con problemi molto concreti, nel frattempo dobbiamo tirare fuori risorse sino a che non sarà approvato il bilancio. L'amministrazione non può davvero fare nulla per trovare un canale intermedio?".

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