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Carcere, i detenuti burattinai: in scena 'Ma dove vanno i marinai'

E' stato presentato in via Burla lo spettacolo proposto dalla compagnia dell'Aurora formata da alcuni reclusi, un progetto della cooperativa 'Le mani parlanti' con il sostegno della Provincia

Un viaggio in nave verso luoghi lontani compiuto da una compagnia molto eterogenea: Rocco l’imprenditore che vede ovunque fonte di guadagno; Giorgio il cuoco romagnolo che con poco riesce a sfamare tutti; Marino, il marinaio con la passione del calcio; Alejandro che sa far di tutto e non ama farsi mettere i piedi in testa; Pasquale il bravo stivatore che si adatta alle diverse mansioni; Gaspare lo spazzacamino che sogna di cambiare mestiere; Paolo che ha una sgangherata casa di produzione. Tutti insieme salgono sulla nave Esperanza, qualcuno come naufrago, e si ritrovano in Brasile. La meta è scelta a caso la cosa importante è che in quella terra ognuno riesce a realizzare a modo suo un proprio sogno e iniziare così un viaggio diverso.

Parla di futuro “Ma dove vanno i marinai” lo spettacolo presentato oggi nel Teatro degli Istituti penitenziari di Parma dalla Compagnia dell’Aurora, formata dai detenuti Claudio, Daniele, Davide, Davide, Emanuele, Francesco, Salvatore, Walter seguiti da Corrado Vecchi e Veronica Pastorino de “Le mani parlanti”  la cooperativa che dal 2008 porta avanti nel carcere di Parma il laboratorio di burattini da cui ha avuto origine questa rappresentazione. L'iniziativa è sostenuta dalla Provincia di Parma. “Si parla di terra, mare e di un viaggio, temi cari a molti di quelli che hanno lavorato a questo spettacolo frutto di un percorso compiuto dal gruppo di lavoro in cui ognuno dà voce alle proprie paure ma anche alla speranza  – ha detto Lucia Monastero, vicedirettrice della struttura di pena aprendo l’incontro di oggi al quale hanno partecipato altri detenuti e un gruppo di volontari.


Al termine tanti applausi e un pensiero che la voce del burattino Rocco legge alla platea, raccontando come i protagonisti hanno affrontato e vissuto questo percorso. “Siamo partiti come perfetti sconosciuti e siamo diventati una squadra consolidata, abbiamo cercato di lasciare i nostri problemi in cella e insieme abbiamo atteso questo giorno” ha detto rimarcando in particolare il valore di spazi ricreativi come questo messi a rischio per mancanza di fondi. “Ora torniamo alla nostra routine con una nuova esperienza e una nuova speranza”.

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