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Teatro dei Dialetti, Ghiretti: 'Basterebbe un pò di buona volontà'

Pensata dall'Amministrazione Vignali come contenitore teatrale per le compagnie dialettali di Parma l'opera non è stata mai ultimata, complice le complicazioni nell'iter dei lavori. La struttura però avrà un utilizzo, come annunciato dall'assessore Ferraris

Teatro dei Dialetti. Il consigliere comunale Roberto Ghiretti torna a parlare della struttura abbandonata tra viale Fratti e viale Mentana. Pensata dall'Amministrazione Vignali come contenitore teatrale per le compagnie dialettali di Parma l'opera non è stata mai ultimata, complice le complicazioni nell'iter dei lavori. La struttura però avrà un utilizzo, come annunciato dall'assessore Ferraris durante la conferenza stampa per la presentazione della stagione di Lenz Rifrazioni. 

LA NOTA DI GHIRETTI - "Amministrare una città significa saper guardare oltre il particolare o i propri gusti personali per occuparsi della comunità nella sua interezza. Questa banalissima considerazione dovrebbe far parte del bagaglio culturale minimo di chi si accinge ad amministrare una città, peccato che alcune scelte recenti della Giunta Pizzarotti mettano seriamente in dubbio questo fatto. Quale sia la ragione che spinge un'amministrazione ad investire 4,3 milioni di euro per una rigenerazione urbana come quella prevista al Workout Pasubio mentre a poche centinaia di metri in linea d'aria c'è un teatro, quello dei dialetti, che giace immobile e in totale stato di abbandono è per me un mistero. Capisco che evidentemente una progettualità come quella prevista per gli immobili dell'ex Manzini sia più nelle corde di questa amministrazione e personalmente sono anche convinto che si tratta di progettualità che mancavano nella nostra città e che quindi è giusto incentivare, però questo non può e non deve significare che altri immobili, per cui sono stati spesi soldi pubblici, debbano essere abbandonati solo perché, forse, simboli di una progettualità che il Sindaco e i suoi assessori non condividono.

Tanto più se si considera che il completamento del teatro in questione comporterebbe il recupero di una bella fetta di città, mettendo insieme in un'unica progettualità il parco Vero Pellegrini e il vicino circolo dei dipendenti comunali. Da tempo sostengo che non è obbligatorio completare la struttura solo come teatro ma la si può ripensare per un uso più ampio, senza per questo privare le compagnie dialettali di un palcoscenico sul quale esibirsi. A mio parere l'obiettivo dovrebbe essere quello di ripensare il teatro come struttura polifunzionale in grado di ospitare spettacoli, iniziative sociali, attività di gruppo che comprendono tombolate, serate danzanti, cabaret, musica dal vivo, conferenze e, ovviamente, spettacoli dialettali. Basterebbe un po' di buona volontà, qualche idea da spendere e con una cifra sensibilmente inferiore a quella che si sta investendo per il Pasubio si porterebbe a casa un bel risultato. Il punto è che in una città variegata come la nostra ci deve stare un progetto d'avanguardia come il Workout Pasubio e uno più vicino alla sensibilità e alla cultura popolare come quello appena abbozzato. E se le risorse non dovessero bastare, cosa di cui dubito visto il bilancio che presto discuteremo, si fa qualcosa in meno di uno per recuperare alla città anche l'altro. Purtroppo il nostro Sindaco ha deciso di fare di quel luogo un simbolo politico e a tal fine non si preoccupa di lasciare decadere un edificio che quattro anni fa era pronto al 90%. Questa, comunque la si voglia pensare, è cattiva amministrazione e il conto di quanto un giorno si dovrà investire per ristrutturare e portare a compimento il Teatro dei Dialetti sarà tutto da presentare politicamente al Sindaco e alla sua Giunta.

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