Teatro Due, cultura dello sviluppo: intellettuali e cittadini a confronto

Parma sotto la lente di ingrandimento dal comparto agroalimentare, all'industria, sino alla cultura e al mondo scientifico, nell'intento di favorire spunti di riflessione nei cittadini

Incontro al Teatro Due

Tre ore di dibattito per lasciare nell'aria tanti interrogativi, spunti di riflessione sul futuro di Parma, dopo gli interventi di quindici esponenti del mondo intellettuale cittadino e lo spazio a interventi dal pubblico, per l'appuntamento al Teatro Due "Riflessioni e temi per contribuire al dibattito sulla cultura dello sviluppo a Parma". La città sotto la lente di ingrandimento dal comparto agro alimentare, all'industria, sino alla cultura e al mondo scientifico, per mettere sul piatto strumenti di analisi e produrre riflessioni e partecipazione sociale. Un bilancio nel rapporto tra il centro e la periferia cittadina, ripensare il concetto di spazio pubblico, alcuni degli spunti offerti dal professore di geografia sociale Davide Papotti.

Ha avanzato proposte in tema di Governance e valorizzazione delle risorse interne, il docente Antonio Daloia, sottolineando: "Il problema sulle società partecipate non è solo relativo ai debiti scaricati sulla comunità, ma riguarda una totale mancanza di controllo. Sarebbe utile fare una ricognizione di queste società, capire se siano utili o se servano per un'autoproduzione del ceto politico e creare comitati di sorveglianza dove trovino posto anche utenti e consumatori". Nessun dubbio, secondo il professor Corrado Giacomini sulla mancanza, nel settore dell'agroalimentare parmense, di un'organizzazione forte che abbia un progetto coeso, a fronte del rischio di essere schiacciati da un mercato che la richiede. La cultura tema caldo dell'incontro, dalla necessità di un sussulto di ambizione per far si che quella Parma storicamente fertile per il teatro, non prosegua la trasformazione in città di consumo, come sottolineato da Paola Donati, Teatro Due, all'urgenza di riflettere sulla cultura come metodo di essere e di lavorare, nell'intervento appassionato di Lucia Fornari Schianchi. Amarezza nelle parole della Professoressa Anna Maria Cavalli nel sottolineare come si sia affievolito negli anni il rapporto tra l'Amministrazione Comunale e l'Università: "Ci sono ben 30 mila studenti a Parma, con un migliaio di docenti e altrettanto personale. Come mai il Comune ha trascurato un polo culturale così ricco? Cosa fa oggi la città per i fuori sede? Mancano politiche abitative efficaci, si dovrebbe favorire questo flusso, come in esempi storici". Un intervento dal pubblico di un rappresentante studentesco ha poi approfondito le problematiche, tra cui trasporti scarsi e cari, affitti elevati, mense tra le più costose, mancanza di politiche per il diritto allo studio e di agevolazioni per la cultura, oltre all'assenza di sedi adeguate per alcune facoltà, come architettura.

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Tanti gli spunti di dibattito offerti dal pubblico, tra cui il tema del campus universitario dell'Oltretorrente, la ricerca di nuovi modelli sul lavoro per i giovani e la visione di cultura come diritto per tutti. Intervenuto al dibattito dal pubblico il consigliere Marco Ablondi: "Il silenzio ha consentito questo sfascio, a partire dall'edificazione del Duc e l'archiviazione del procedimento penale. A Parma si è acquisita la certezza dell'impunità. Sono d'accordo col fatto di non continuare a costruire ma di puntare sull'esistente. Il problema è dare casa a chi non può pagare affitti alle stelle. Ci vorrebbe un piano per far pagare il mensile in base al reddito. Altrimenti si continua a costruire nuovi edifici, che rimangono vuoti perchè troppo cari. Per Parma ci vogliono risorse nuove, che si mettano in campo al di fuori delle appartenenze politiche, unite dall'amore per la città".

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