Social Error, al Teatro Due lo spettacolo che racconta la ferocia del nostro tempo

Social Error il 2, 3 e 4 dicembre al Teatro Due. Un’eccezionalità artistica e produttiva, un progetto poliedrico e internazionale che racconta la ferocia del nostro tempo e mette in luce le storture della società contemporanea

Un’eccezionalità artistica e produttiva, un progetto poliedrico e internazionale che racconta la ferocia del nostro tempo e mette in luce le storture della società contemporanea con la forza di un cast multiculturale e di una multimedialità coinvolgente: SOCIAL ERROR, in scena il 2, 3 e 4 dicembre alle ore 21.00 a Teatro Due, Parma nel contesto di Teatro Festival 2013, è la nuova imperdibile creazione della Szputnyik Shipping Company. Diretto dal vulcanico regista ungherese Viktor Bodó, lo spettacolo è uno spietato reality show di sopravvivenza dal vivo, concepito in collaborazione con Fondazione Teatro Due e cinque altre realtà teatrali internazionali (Schauspielhaus - Graz, Staatstheater - Mainz, Hungarian Theatre of Cluj–Napoca, Centraltheater - Leipzig, , National Theatre – Budapest), e sostenuto da altrettante istituzioni pubbliche europee (l’European Cultural Foundation (ECF), l’Union of the Theaters of Europe (UTE), l’Education, Audiovisual and Culture Executive Agency (EACEA), il National Cultural Fund of Hungary (NKA) e il Goethe Institut).

Un progetto teatrale originale e nomadico, in cui le discipline artistiche si fondono per ottenere esiti inaspettati: Social error è stato creato per essere portato in tutti gli angoli d’Europa e compreso dai pubblici più diversi, grazie ai linguaggi non verbali adottati e grazie al lavoro di riallestimento che di teatro in teatro dà vita a uno spettacolo ogni volta unico e diverso. Al cast ungherese della Szputnyik Shipping Company in ogni città si affiancano gli attori delle compagnie stabili locali - a Parma saranno gli Attori dell’Ensemble Teatro Due - Paola De Crescenzo, Francesco Gerardi, Luca Nucera, Massimiliano Sbarsi, Nanni Tormen, riuscendo a realizzare ogni sera uno spettacolo di forte impatto visivo e emotivo.

Basato sul celebre romanzo 1984 di George Orwell e sulle regole del gioco da tavolo "Settler", Social error porta in scena le dinamiche sottese al mondo contemporaneo, tragicamente vicino a quello di orwelliana memoria, attraverso numerosi elementi presi in prestito dai giochi di ruolo e da tavolo. Uno show di sopravvivenza sociale feroce e denso d’azione, che offre al pubblico la possibilità di interagire attraverso una votazione, per rivelare le logiche intrinseche alla politica e alle dinamiche sociali ed economiche moderne.
L'intenzione di Viktor Bodo’ è semplici, nitida e affilata: colpire le coscienze intorpidite dei cittadini. Immigrazione, povertà, discriminazione, aggressività, maschilismo, razzismo, manipolazione politica… sono solo alcuni dei nodi di quest’azione teatrale, in cui l’”errore sociale” è l’apatia, la consapevolezza a cui non segue reazione, è l’accettazione passiva del male intorno a noi.

Nessuna risposta dunque, ma molte domande, e alcune possibili direzioni da prendere, nella speranza concreta che la comunità teatrale che ogni sera si costituisce in sala possa tornare nel mondo e prendere in mano la situazione.
Lo spettacolo è accompagnato da un sito in tre lingue ricco di contenuti testuali e multimediali associati ai comuni “social error”: https://socialerror.szputnyik.com/en/project.html.

Info biglietti: 0521/230242, biglietteria@teatrodue.org. www.teatrodue.org

Perché l’uomo non riesce a creare una forma sociale nella quale si possa vivere tutti felicemente? Questa domanda è il punto di partenza di Social Error, uno spettacolo che non ha risposte, ma che solleva ed esamina molte questioni per sottolineare che le cose non vanno bene e tutti dovremmo fare qualcosa.
Social Error è il campanello d’allarme che ci suona in testa quando vediamo una stortura, una bruttura alla quale non possiamo opporci, anche se vorremmo.

Social Error è
quando un barbone muore congelato per strada, mentre i palazzi sono vuoti
quando un uomo onesto si fa un mazzo così per lavorare e non gli pagano lo stipendio
quando i bambini sono considerati criminali o obbligati ad esserlo
quando siamo ostaggio di giochi politici
quando gli interessi individuali gettano le masse nella miseria
quando non difendiamo chi ha bisogno di essere difeso
quando la storia si ripete
quando i governi reprimo manifestazioni pacifiche con l’aiuto della polizia
quando non resta che manifestare
quando neanche manifestare serve
quando i maestri terrorizzano i bambini
quando i bambini picchiano i maestri
quando il più forte si rifà sul più debole
quando per soldi facciamo cose che non vorremmo fare
quando sei un disoccupato figlio di disoccupati
quando non ci sono possibilità di studiare
quando non ci sono possibilità
quando qualcuno viene chiamato sporco negro, frocio, rabbino
quando voltiamo i tacchi e andiamo avanti
quando un bambino raccoglie una mina per terra e perde un braccio
quando uno costruisce una bomba per uccidere gli altri
quando non prendiamo posizione
quando accettiamo che le cose accadano a noi
quando accettiamo che le cose accadano agli altri
quando “…guerra è pace, libertà è schiavitù, ignoranza è potere” (Orwell, 1984)

Viktor Bodó

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