Teatro Regio, Pagliari: "Strano silenzio sulla Commissione, avvertirò la Procura"

"Intorno ai lavori della Commissione per l'individuazione del Direttore del Teatro Regio -scrive il senatore del Pd Giorgio Pagliari- è sceso uno "strano" silenzio. La quiete non dopo ma prima della tempesta? Tenere tutto sotto traccia per preparare l'annuncio a compimento della operazione, nefasta per Parma, da sempre perseguita?"

"Intorno ai lavori della Commissione per l'individuazione del Direttore del Teatro Regio -scrive il senatore del Pd Giorgio Pagliari- è sceso uno “strano” silenzio. La quiete non dopo ma prima della tempesta? Tenere tutto sotto traccia per preparare l'annuncio a compimento della operazione, nefasta per Parma, da sempre perseguita? I lavori della Commissione sono proseguiti in segreto (nessuno ha smentito la notizia) alla presenza e con la consulenza del Direttore della Fondazione Toscanini, la quale con il Regio collabora e che ha tutto l'interesse, insieme ad altri, a contribuire ad un assetto della governance del Teatro Regio che agevoli i rapporti. Una volta sarebbe stato un evidente conflitto di interessi, quando la trasparenza aveva un minimo di significato e non era invece proclamata e non praticata, come avviene nel Comune di Parma. La città, però, sa, e sa anche che le interferenze sono continuate non solo tramite il suddetto Direttore ma anche da parte dei massimi vertici comunali.

La città ha questo dubbio: è vero che di fronte all'orientamento della Commissione, che peraltro avrebbe dovuto essere rispettato fino alla formalizzazione della sua decisione, di indicare E. M., A. B., C. D. G., ha chiesto l'inserimento di M. T., A. C., A. S., con il chiaro intento di eludere le vere indicazioni della Commissione e introdurre nell'elenco un nuovo prescelto? Perché il passaggio dalla terna alla sestina, non premiata nemmeno alla Tombola? Per la presumibile ragione che la scelta nella prima terna avrebbe dato ragione a chi (me ad esempio) aveva denunciato la predeterminazione del nominato e la riduzione della selezione a pura scenografia, mentre la sestina consentirebbe di “confondere le acque” e di nominare una ben determinata persona compresa nella terna aggiunta, dando una “mano di bianco” per cancellare le tracce. Potrei indicare anche la sigla del nome e cognome di chi ritengo sia il possibile prescelto, evito perché è già scritto in una raccomandata con ricevuta di ritorno.

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Come ho già avuto modo di dire il rischio è con questa operazione il Teatro Regio e il Festival vengano consegnati a un eterogeneo gruppo deciso ad estendere la propria influenza nell'ambito teatrale e lirico e non certo al rilancio e alla valorizzazione del Teatro Regio e del Festival, che diventerebbe una sorta di teatro di servizio, un satellite e non un pianeta, tutto il contrario di ciò che è necessario: una qualificata e forte direzione, in grado di realizzare anche quelle collaborazioni pubblico ­ privato necessarie per un definitivo consolidamento del Festival Verdi e del Teatro Regio. Necessario cioè ad una operazione del tutto opposta a quella degli interessi ai quali l'amministrazione comunale sta purtroppo concedendo credito. Il pericolo non retorico è di un colpo decisivo al nostro teatro, alla sua tradizione, agli interessi economici e turistici della nostra città. Per questo mi sono permesso di rivolgermi direttamente a voi, assicurandovi che mi sono assunto la responsabilità di rappresentare la situazione alla Procura della Repubblica.

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