Teatro Regio, quale progetto? I sindacati: "Regolamentare i precari"

Con una nota Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil Parma chiedono un confronto per la regolamentazione dei precari del Regio e un progetto per l'attività culturale del teatro: "Non basta 'riempire il Regio con altri eventi"

Protesta dei lavoratori del Regio sotto i portici del grano

Una vicenda ancora aperta quella tra le sigle sindacali e rappresentanti dei lavoratori del Regio e il Comune di Parma. A preoccupare i lavoratori del Regio la situazione economica e le prospettive future, esposte nel corso dell'incontro del 18 aprile scorso con il sindaco Pizzarotti Presidente Fondazione Teatro Regio e l'Amministratore Esecutivo della Fondazione Carlo Fontana. Secondo quanto reso noto con una nota da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil Parma sarebbe emersa la "necessità di avviare un confronto per definire pianta organica e regolamentazione delle assunzioni, in particolare dei contratti a termine (i cosiddetti precari storici del Teatro) nonché su un progetto per l'attività culturale del teatro. All'inizio di maggio si è tenuto un primo incontro su pianta organica e contratti a termine, e ne è stato fissato un altro per il 30 maggio con l'obiettivo di addivenire ad un accordo. In questi giorni, però, si sono susseguite una serie di notizie e voci circa una ridefinizione della vocazione/mission del primo teatro cittadino e su ipotesi di progetti per la costituzione di consorzi che potrebbero coinvolgere appunto il Teatro Regio ed altre istituzioni culturali di Parma. A fronte di quanto sopra si è tenuta l'assemblea dei lavoratori ed è stato chiesto un incontro urgente al Sindaco, il quale, da parte sua, ha già comunicato che sarà fissato quanto prima".

necessario, infatti capire e condividere al più presto quale futuro si immagina per il Teatro Regio, ma anche per l'intera produzione culturale di Parma. Non si vorrebbe, infatti - prosegue la nota sindacale - che venisse snaturata l'essenza di teatro d'opera per ridurlo ad un contenitore utile per qualsiasi produzione ed iniziativa, perdendo quell'unicità e capacità d'attrattiva e quel prestigio che oggi sono riconosciuti a livello nazionale ed internazionale. Non vi sono posizioni precostituite, ma si ritiene indispensabile salvaguardare e rilanciare una programmazione di qualità fondata su stagione lirica e Festival Verdi, attorno alla quale eventualmente innestare ulteriori iniziative comunque in grado di qualificare e diversificare il Teatro Regio dal resto della produzione culturale e quindi garantirne l'esistenza come teatro d'eccellenza. Riguardo a quest'ultimo aspetto, non è indifferente la salvaguardia dell'occupazione tutta (fissi e stagionali) dalla quale dipende inevitabilmente una produzione di qualità".

"Inoltre, ben vengano le sinergie - concludono Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil - ma non a scapito dell'occupazione in nessuna delle istituzioni culturali di Parma, dove, purtroppo, la precarietà è già oggi fin troppo presente. Infine, non potrà essere sufficiente sostenere che basta “riempire” il Teatro Regio con altri eventi perché, se da una parte questo potrebbe garantire periodi di lavoro più lunghi per i precari, dall'altra si rischierebbe  di commettere ancora una volta l'errore del passato: offrire il Teatro come palcoscenico a qualcuno che vuole mettersi in mostra per fini personali, gravando così la Fondazione Teatro Regio di ulteriori costi senza la necessaria copertura, impoverendone le risorse e compromettendo l'attività istituzionale che questa deve svolgere".

                                                                          

                                                                         

                                                                                              

                                                                                              

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