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Regio, è scontro sui conti tra Pizzarotti e Meli: "Valuto di quererarlo"

I conti fatti in Consiglio dal sindaco, che premiano l'attuale amministratore Carlo Fontana, non sono piaciuti all'ex sovrintendente Mauro Meli che fa sapere di aver dato mandato ai legali di valutare gli estremi della diffamazione

Il sindaco a 5 Stelle di Parma, Federico Pizzarotti, è andato in Consiglio comunale a sciorinare le cifre del risparmio raggiunto nella difficile gestione del Teatro Regio, storico gioiello della lirica italiana, ma i conti fatti, che premiano l'attuale amministratore Carlo Fontana, non sono piaciuti all'ex sovrintendente Mauro Meli. Meli fa sapere di aver dato mandato ai legali di valutare gli estremi della diffamazione, a meno di una smentita, che però Pizzarotti non si sogna di fare: anzi, il sindaco conferma che ''al 31 luglio 2012 il deficit equivaleva a circa 9 milioni di euro, tra debiti con le banche e verso i fornitori. Ancora più consistente era al 31 dicembre 2011 - scrive in una nota - e si attestava ad un totale di circa 11 milioni''.


Ieri il sindaco rispondeva in Aula all'interrogazione di un consigliere di opposizione, ma secondo Meli ha sbagliato i conti: ''il costo annuo complessivo per il mio incarico di sovrintendente e direttore artistico - le cui mansioni sommavano quelle oggi distribuite tra il dr.Fontana e il maestro Arcà (e non certo quelle di altri dirigenti) - sarebbe di 308.400 euro, mentre il costo attuale sarebbe di 222.500 per il dr.Fontana e di 128.000 per il dr.Arcà per un totale di 350.500''. Il sindaco però assimila le cariche dell'attuale direttore artistico Paolo Arcà a quella della sovrintendenza, e l'incarico di amministratore esecutivo (Fontana) a quello del vecchio ruolo di segretario generale, così - ribadisce oggi Pizzarotti - ''da ottobre 2010 a settembre 2011, le spese equivalevano a circa 454mila euro. Sotto l'attuale direzione del maestro Arcà e del dott.Fontana, da ottobre 2012 a settembre 2013, i costi sono invece scesi a circa 349mila euro''. Secondo Meli, invece, ''questo modo di procedere non è accettabile'' e taccia il sindaco di affermazioni fatte con ''pari gravità e malevolenza'' anche per il debito. ''Nove milioni di euro di debito non la ritengo per nulla una buona gestione - replica il sindaco - Questo ho detto in Consiglio, e questo ribadisco con fermezza''. Anche se, conclude, ''la storia passata non ci interessa più, abbiamo già invertito la rotta''.

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