Regio, Pizzarotti bacchetta Pellacini: "Era assente, nulla fatto sottobanco"

Dopo le dichiarazioni del consigliere comunale e di Libè dell'Udc il sindaco attacca e spiega la materia a Pellacini: "Il Commissario non rinnovò nessuna convenzione con l'Orchestra"

Teatro Regio. Dopo le dichiarazioni di Pellacini e Libè ell'Udc sulla gestione della Fondazione Teatro Regio, giudicata non trasparente e con "accordi sottobanco" il sindaco Federico Pizzarotti risponde alle critiche e attacca, bacchettando Pellacini. Nella sede dell'Udc durante una lunga conferenza stampa i due avevano spiegato le loro ragioni

'PELLACINI ERA ASSENTE'. "Il 17 settembre scorso, data in cui era assente - scrive il sindaco in una nota riferendosi al consigliere Pellacini-, è stato illustrato a tutti i capigruppo in Consiglio il percorso di risanamento del Teatro Regio". Una relazione dell'amministrazione "per più di un'ora, e nei minimi dettagli. Altro che scarsa trasparenza. Sottobanco non è stato fatto nulla, caro consigliere: stia più attento alle parole che utilizza". Le parti modificate dello statuto del teatro "sono unicamente quelle di competenza del Cda - precisa il sindaco - ritoccate in piena legittimità e autonomia. "Nessuna tra quelle di pertinenza del Consiglio comunale è stata modificata. Per queste, infatti, formuleremo una nuova proposta che sarà presentata in commissione prima, e in Consiglio poi. Ma anche questo, d'altra parte, è stato più volte ripetuto".

ORCHESTRA, NESSUNA CONVENZIONE DAL COMMISSARIO. Sul recesso immediato dei soci che hanno lasciato, il sindaco ha ribadito che, recepita la loro "scelta irrevocabile, e soltanto dopo un tentativo di mediazione, è stata chiesta l'immediatezza dell'atto poiché, viste le evidenti lacune statutarie, la non eseguibilità immediata del recesso avrebbe paralizzato la Fondazione ed il suo percorso di risanamento". Poi l'orchestra: "in epoca commissariale non fu rinnovata nessuna convenzione con la suddetta orchestra. Il risparmio economico che abbiamo ottenuto con la Filarmonica Toscanini è stato, dati alla mano, ampiamente dimostrato". Inoltre il 28 novembre Pellacini "era presente alla seduta di commissione in cui il dott. Fontana chiarì ai consiglieri la grave situazione debitoria del Teatro", chiude Pizzarotti: 'spiace constatare' come "non abbia detto una parola riguardo alle sue perplessità, ma che lo faccia soltanto una volta fuori dai luoghi istituzionali dove, ovviamente, non vi è nessuno in grado di colmare nell'immediato le sue evidenti lacune".

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