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Tecnopali | I lavoratori protestano davanti al Tribunale: 'Stanno lentamente spegnendo l'azienda'

La proprietà, nell'incontro di ieri al Ministero ha annunciato l'avvio della Cassa Integrazione per cessazione di attività, i lavoratori sono preoccupati e stamattina hanno deciso all'unanimità di proseguire la lotta e lo sciopero ad oltranza

"Non siamo il Parma Calcio, siamo la Tecnopali". A Parma non esiste solo la drammatica situazione del Parma, che coinvolge anche dipendenti e collaboratori senza stipendio da mesi. Ci sono anche tanti lavoratori che sono costretti a rimanere a casa, dopo la chiusura della propria azienda. Il caso della Tecnopali - di cui vi avevamo parlato in occasione della protesta in via Emilia Est- è emblematico. 

I lavoratori dell'azienda di Pizzolese hanno protestato stamattina, 5 marzo, davanti al Tribunale di Parma. Gli operai, senza stipendio tra tre mesi, due giorni fa avevano protestato sotto la villa del proprietario Grazioli, in via Emilia Est chiedendo il pagamento degli stipendi arretrati - dicembre, gennaio e ora anche febbraio - e garanzie sul futuro produttivo dello stabilimento. Ma nell'incontro che si è svolto ieri al Ministero le garanzie non sono arrivate, è arrivata invece la notizia dell'attivazione della Cassa Integrazione per Cessata Attività, che lascia presagire ad un futuro buio per lo stabilimento del parmense, che impiega 150 persone. I lavoratori hanno deciso all'unanimità durante un'assemblea che si è svolta stamattina davanti ai cancelli di Pizzolese di proseguire con lo sciopero e di protestare davanti al Tribunale

VIDEO: '150 LAVORATORI VERRANNO SBATTUTI IN STRADA' 

MAESTRI 'SOLIDARIETA' AI LAVORATORI' - “E’ notizia di ieri che al Ministero del Lavoro è stato firmata la cassa integrazione straordinaria per i circa 150 dipendenti degli stabilimenti di Parma e di Anagni dell’azienda Palitalia che, tra l’altro reclamano il pagamento dello stipendio arretrato da tre mesi. La cattiva notizia, anzi pessima, è che questa firma prelude alla cessazione definitiva dell’attività, già comunicata dall’azienda”. “Voglio esprimere tutta la mia solidarietà e vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie che si trovano coinvolti in questa vertenza che non può solo essere ricondotta ad una crisi del mercato”.  “Ho già preso contatti con il Ministero dello Sviluppo Economico per sollecitare nuovamente la richiesta di apertura di un tavolo di confronto tra il governo, l’azienda e le organizzazioni sindacali, non solo per verificare se esistono ancora margini per scongiurare la chiusura degli stabilimenti di Parma e Anagni ma anche per valutare la possibilità di coinvolgere nuovi partner industriali per la ripresa dell’attività e la salvaguardia degli attuali livelli occupazionali”.

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