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Lavoratori in presidio davanti all'Upi

Lavoratori in presidio davanti all'Upi

Vertenza Tecnopali: dopo l'Upi, possibile incontro al Ministero

Secondo quanto riferito dai lavoratori e dalle rappresentanze sindacali, l'azienda punterebbe su un periodo di mobilità prima di accedere agli ammortizzatori. I lavoratori chiedono un incontro al Ministero

Una nuova pagina della vertenza Tecnopali quella aperta con l’incontro di ieri tra i rappresentanti dei lavoratori e i vertici dell’azienda di Pizzolese nella sede dell’Unione Parmense degli Industriali. Dopo il cauto ottimismo a seguito dell'apertura da parte dell’azienda nel corso degli ultimi incontri con le parti, i lavoratori avevano scelto di interrompere le azioni di protesta iniziate a seguito della notizia di possibili esuberi per oltre un centinaio di persone. La bozza di accordo, poi discusso in assemblea, prevedrebbe una ridefinizione delle intenzioni iniziali, con un numero di esuberi decisamente inferiore a quello ipotizzato inizialmente e la probabile decisione di tenere tutta la produzione a Parma senza delocalizzazioni.

Al momento ci sarebbero poche certezze stando a quanto emerso dalle dichiarazioni dei lavoratori, ma i prossimi incontri tra le parti potrebbero portare finalmente a una svolta per il futuro dei dipendenti. “E’ da oltre un anno che 130 lavoratori vengono minacciati di andare in mobilità forzata per superare la crisi. Si compie un grave errore se si pensa di risolvere i problemi eliminando chi produce”, aveva sostenuto uno dei lavoratori nel corso della protesta del 31 gennaio scorso davanti alla Provincia, in attesa di risposte dall’azienda.

Secondo quanto riferito da Messeddi Faouzi, Rsu Fiom Pali Italia, l’azienda preferirebbe avviare la mobilità per i lavoratori prima di accedere agli ammortizzatori sociali. “Noi non abbiamo accettato, vogliamo un incontro al Ministero. L’azienda si è impegnata a occuparsene inviando una richiesta scritta. Ancora non c’è niente di certo, si ipotizza un numero nettamente inferiore di esuberi rispetto ai 114  iniziali. Riteniamo però che se l’azienda intende veramente mantenere quanto ha prospettato nel corso degli ultimi incontri riguardo la formazione, il numero dei lavoratori sarebbe insufficiente per la copertura”.

"Vorremmo avere dei chiarimenti dal Ministero per capire se la proroga della cassa integrazione nell'ambito della procedura in cui ci troviamo sia legata o meno a una procedura di mobilità. Al momento siamo ancora in una fase interlocutoria, non è stata avviata nessuna richiesta ufficiale di mobilità - precisa Alberto Boniello, Rsu -. I lavoratori sono stati allertati affinchè l'azienda tenga fede al comunicato di intenti rilasciato, se e quando sarà disatteso, i lavoratori faranno sentire la loro forza civile".

Intanto, per discutere l’esito degli ultimi incontri tenuti all’Upi, quello del 19 febbraio scorso e quello di ieri 24 febbraio, per il 5 marzo prossimo è prevista una nuova assemblea dei lavoratori. Ora l’attesa è per la risposta dal Ministero su un possibile incontro per discutere della vertenza e il prossimo incontro nella sede dell’Upi per capire le reali intenzioni dell’azienda sulle sorti dello stabilimento e sul futuro occupazionale dei suoi dipendenti.

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