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La protesta di ieri davanti all'Unione Industriali

La protesta di ieri davanti all'Unione Industriali

Tecnopali, lavoratori: "Sciopero interrotto, non cantiamo vittoria"

Secondo quanto rivelato da alcuni lavoratori pochi minuti prima dell'assemblea, ci sarebbe la volontà da parte dell'azienda di lasciare a Parma tutta la produzione riuscendo a ridurre nettamente gli esuberi prospettati inizialmente

AGGIORNAMENTI - Si è conclusa poco prima delle 12 l'assemblea dei lavoratori e sulla base del prospetto ipotizzato dall'azienda in accordo con i sindacati i dipendenti dello stabilimento di Pizzolese hanno deciso di interrompere temporaneamente lo sciopero dopo giorni di protesta e riprendere il lavoro. "Ancora non è noto in che modo il cambiamento di piani dell'azienda possa influire sugli esuberi, non sappiamo quanti ce ne saranno, ma ipotizziamo che il numero sia inferiore. Per ora in mancanza di certezze sospendiamo lo sciopero ma non cantiamo ancora vittoria, aspettiamo i prossimi incontri con l'azienda", sottolionea Messeddi Faouzi, Rsu Fiom Pali Italia al termine dell'assemblea con i lavoratori. Ora l'attesa è per i prossimi incontri previsti nella sede dell'Unione Parmense Industriali, il primo è previsto per il 19 febbraio prossimo, per comprendere in modo più chiaro le reali intenzioni dell'azienda sul futuro dei suoi dipendenti.

Spiragli positivi nella vertenza Tecnopali, cauto ottimismo da parte di lavoratori e sindacati dopo giorni di proteste sfociate ieri con un presidio di fronte alla sede dell'Upi con contestazioni rivolte ai vertici dell'azienda. Secondo quanto rivelato pochi minuti prima dell'assemblea dei lavoratori, l'accordo abbozzato ieri comporterebbe una ridefinizione della situazione, con un numero di esuberi nettamente inferiore ai 114 previsti inizialmente.

"Discuteremo con i lavoratori sulla proposta secondo cui l'azienda potrebbe tenere attivo il centro lamiera e lasciare tutta la produzione a Parma - sottolinea Messeddi Faouzi, Rsu Fiom Pali Italia -. Non sappiamo ancora come ciò si potrebbe tradurre come numero di posti in meno, ma sarebbe comunque molto inferiore a quello annunciato all'inizio di questa protesta".

Una situazione ancora tesa e dalle sorti incerte quella dei lavoratori del polo produttivo di Pizzolese che però, stando alle indiscrezioni appena fornite dai lavoratori a pochi minuti dall'assemblea di stamane, ci sarebbero buone possibilità per ridefinire i piani iniziali e tutelare i posti di lavoro. "Stamattina ne discuteremo più lucidamente con i lavoratori dopo l'incontro con i sindacati - sottolinea Tommaso Balestrazzi, uno dei lavoratori - , ma se si riuscisse a garantire la produzione nel territorio si potrebbero scongiurare tutti gli esuberi annunciati. Per ora restiamo cauti, preferiamo aspettare l'esito della discussione in assemblea". Ci sarebbero in programma nuovi incontri con i rappresentanti dell'azienda e i sindacati secondo quanto reso noto stamane, per ridiscutere delle ipotesi proposte ieri anche alla luce delle reazioni dei lavoratori, per capire se, a due settimane dall'inizio delle proteste, si possa chiudere con un esito positivo una vertenza che tiene in sospeso da tempo oltre un centinaio di famiglie del territorio.

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