Tecnopali, la lotta degli operai. Con le guardie private ai cancelli e tanta rabbia

Un bidone di latta per scaldarsi, le bandiere ed i cartelli attaccati ai cancelli. Siamo a Pizzolese, frazione del comune di Parma. Qui gli operai resistono al piano di delocalizzazione della loro azienda

NUOVO TAVOLO IL 10 FEBBRAIO. "Si terrà lunedì 10 febbraio alle 11, in Provincia (Sala Consiglio), il tavolo istituzionale relativo all’azienda Pali Italia spa di Pizzolese. La convocazione, firmata dal vice presidente della Provincia Pier Luigi Ferrari e dall’assessore alla Formazione professionale e alle Politiche attive del lavoro Manuela Amoretti, è partita questa mattina da piazza della Pace su richiesta delle organizzazioni dei lavoratori. La lettera di convocazione del tavolo, finalizzato ad approfondire la situazione aziendale, è stata indirizzata ai parlamentari Patrizia Maestri e Giorgio Pagliari, ai sindaci di Parma Federico Pizzarotti, di Torrile Andrea Rizzoli e di Colorno Michela Canova, alla Pali Italia, all’Unione Parmense degli Industriali e ai sindacati".

LA SOLIDARIETA' DI FALCE E MARTELLO 

Un bidone di latta per scaldarsi, le bandiere ed i cartelli attaccati ai cancelli. Siamo a Pizzolese, frazione del comune di Parma, a dieci minuti dal centro città. Questa è la storia della resistenza degli operai alla delocalizzazione dell'azienda in cui hanno lavorato per anni. Nessuna crisi economica o di produzione in vista. Solo un Piano industriale che ha fatto andare su tutte le furie gli operai e i sindacati. Nei giorni scorsi, dopo il fallimento della trattativa -in realtà mai iniziata- i sindacati hanno dichiarato lo sciopero ad oltranza mentre i lavoratori, affiancati da alcune persone solidali, hanno allestito un gazebo fisso davanti ai cancelli. Chi passa di qui si ferma a conoscere le loro storie. 

Alle 23.30 di sera gli operai della Tecnopali di Pizzolese, che stanno lottando per il loro posto di lavoro, sono ancora quì, a presidiare gli ingressi della loro fabbrica. I cancelli sono chiusi e 12 guardie private la sorvegliano. A turno. Sono stati assunti dalla proprietà proprio in occasione dello sciopero proclamato dai sindacati per l'azienda produttrice di pali, eccellenza del territorio parmense che ora rischia di sparire. Come le storie di questi lavoratori che non mollano e cercano di far sentire la loro voce. "No siamo criminali, perchè hanno messo le guardie private a sorvegliare? Siamo lavoratori, non facciamo del male a nessuno. Difendiamo solo il nostro posto di lavoro. Questi ragazzi stanno lavorando, non c'entrano nulla" sbotta un lavoratore. 

Stasera parteciperanno alla trasmissione 'La Gabbia' di La7 ma la soluzione positiva per la vertenza potrà arrivare solo da questi cancelli. Un lavoratore ci racconta che ha 4 figli, è l'unico che lavora in famiglia e non sa come andare avanti. Le aziende si trasferiscono e licenziano lavoratori ma le bollette da pagare rimangono, così come l'affitto. Come nel caso di questo operaio che rischia di perdere tutto. Ogni giorno si è presentato al lavoro ed ha contribuito a fare della Tecnopali un'azienda di eccellenza. Ed ora quello che rimane è questo.

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Un altro lavoratore ci racconta: "Quando mia figlia mi chiede 5 euro e devo dirle che non glieli posso dare, mi vergogno. Ma la responsabilità della situazione non è nostra, è dei padroni che hanno ridotto l'azienda in queste condizioni. E ora vogliono delocalizzare tutta la produzione". Su 130 lavoratori infatti sono stati annunciati 114 esuberi; come dire lasciare solo i dirigenti e pochi altri. Solo una forza politica per ora ha manifestato solidarietà alla lotta degli operai e la Provincia si è detta disponibile a riconvocare un Tavolo. Così come il sindaco Pizzarotti. Ma il problema è la desertificazione produttiva che ormai sta investendo il nostro territorio. E gli operai che rivendicano il lavoro. E non chiedono altro che tornare a fare quello che hanno sempre fatto. 

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