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Teleducato, i sindacati: 'Sciopero ad oltranza se entro il 2 novembre non verranno ritirati i licenziamenti'

Teleducato chiude le trasmissioni. In uno scarno comunicato stampa arrivato nel pomeriggio del 30 ottobre Telemec comunica che i contratti per i 9 lavoratori verranno rescissi e che la produzione terminerà a partire dal 2016. L'assemblea dei lavoratori di Teleducato non ci sta e annuncia la prossima mobilitazione

Teleducato chiude le trasmissioni. In uno scarno comunicato stampa arrivato nel pomeriggio del 30 ottobre Telemec comunica che i contratti per i 9 lavoratori verranno rescissi e che la produzione terminerà a partire dal 2016. L'assemblea dei lavoratori di Teleducato non ci sta e annuncia la prossima mobilitazione: sciopero ad oltranza se i licenziamenti non verranno ritirati. La redazione di Parmatoday ribadisce la propria solidarietà ai lavoratori 

"L'assemblea dei lavoratori di Telemec S.r.l. (Teleducato) insieme alle organizzazioni sindacali di categoria di SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL di Parma hanno deciso di proclamare lo sciopero ad oltranza di tutti i dipendenti a partire dalla sera di lunedi 2 novembre se entro lo stesso giorno non saranno convocate le rappresentanze sindacali e revocati i licenziamenti.

Il licenziamento di tutti e nove i dipendenti, comunicato loro questo pomeriggio, è infatti un atto unilaterale inaccettabile nel metodo e volto ad eludere un qualsiasi percorso di salvaguardia dell'occupazione e tutela dei lavoratori.

Se fosse confermata l'intenzione della proprietà di costituire una nuova società, risulterebbe evidente che ci troveremmo di fronte all'ennesimo caso di azienda che licenzia i propri dipendenti (in questo caso chiedendo anche loro di non preoccuparsi in quanto potrebbero venire riassunti e quindi assoggettandoli al peggiore dei ricatti) per poter assumere applicando contratti nazionali al ribasso, rapporti di lavoro illegittimi o precari e beneficiare anche di sgravi contributivi.

Forse è la realizzazione di un vecchio disegno, già più volte tentato, dell'editore. È pertanto indispensabile la revoca immediata dei licenziamenti e l'apertura di un tavolo di confronto".

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