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Inceneritore, Iren nella bufera: ricorso anche per il teleriscaldamento

Esposto degli avvocati Allegri e De Angelis inviato il 18 febbraio alla Corte dei Conti di Bologna, in cui si denuncia il mancato espletamento di una gara di appalto per la gestione di un servizio pubblico

Ennesima tegola per Iren e per il "suo" inceneritore che puzza sempre più di bruciato. Dopo le numerose denunce dell'Associazione Gestione Corretta Rifiuti, l'esposto all'Unione Europea per illegittimità nell'affidamento dell'appalto, la risposta dell'Unione che apre la procedura di infrazione, dopo l'atto ufficiale di diffida e di messa in mora ad Ato (Ambito Territoriale Ottimale), dopo la lettera inviata dal sindaco Vignali al dg di Iren in cui chiede (ancora una volta) chiarimenti e documenti sul progetto dell'inceneritore, arriva l'esposto degli avvocati Arrigo Allegri e Pietro De Angelis inviato il 18 febbraio alla Corte dei Conti di Bologna, il cui punto centrale è la privatizzazione della rete utilizzata da Iren per l'impianto di teleriscaldamento. "Anche in questo caso - dichiarano gli avvocati - nessuna gara d'appalto è stata espletata per la posa e la conduzione della rete. La multiutility è di fatto in regime di monopolio ed in palese violazione con la normativa espressa dal Testo Unico sugli Enti Locali".

L'Associazione Gcr: "La rete del teleriscaldamento, che Iren sta costruendo a spese sue ma anche nostre, visti i danni alle strade che non vengono mai sistemati (avete mai percorso la groviera di viale Piacenza?), viste le tariffe che saranno applicate agli incauti utenti del termosifone centralizzato, deve essere pubblica. Ciò significa che è del tutto illegittima la costruenda rete di proprietà Iren, la quale dovrà fare un non piccolo passo indietro e rivedere di molto le sue stime e i suoi programmi di sviluppo. Una rete pubblica perché su suolo pubblico, una rete pubblica perché di pubblico servizio trattasi, una rete pubblica perché Iren non è affatto una impresa pubblica, ma una società quotata in Borsa e di proprietà esclusiva degli azionisti".

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