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Conferenza Stampa sulla tentata rapina

Conferenza Stampa sulla tentata rapina

Via Verdi- tentano la rapina con un coltello: poi vanno al bar

La vittima è un uomo nigeriano che, dopo l'aggressione, ha avvertito le forze dell'ordine fornendo una descrizione dettagliata dei due magrebini senza documenti, poi tratti in arresto

Si aggiravano in via Verdi in pieno giorno armati di coltelli affilati i due magrebini, ora in arresto, di 26 e 23 anni, che hanno aggredito un giovane nigeriano per rapinarlo della macchina fotografica che aveva in mano. I fatti risalgono alle 9,30 di venerdì 1 giugno, quando dopo il rifiuto del giovane di consegnare la propria macchina fotografica, i due gli hanno sferrano uno schiaffo per poi rincorrerlo armati. La vittima ha fornito immediatamente alla Polizia una dettagliata descrizione dei due aggressori dileguatisi in bicicletta con in mano una pistola.

Dopo una minuziosa ricerca nelle vie limitrofe, un uomo perfettamente corrispondente alla descrizione fornita è stato notato a poche centinaia di metri dal luogo del crimine, in un bar di viale Mentana seduto in un tavolino. Chiuso in bagno un altro individuo corrispondente alla descrizione. Da una prima perquisizione, uno dei due è stato trovato in possesso di un cutter, mentre nel bagno dove l'altro era nascosto è stato rinvenuto un coltello a serramanico. Accompagnati in via Verdi per ricostruire la vicenda raccogliendo le testimonianze di chi aveva assistito alla scena, è emerso che l'arma usata per le minacce non era una pistola ma un grosso coltello da cucina, il cui manico aveva probabilmente tratto in confusione il malcapitato.

Battendo a tappeto l'area, la Polizia ha rinvenuto poco dopo il coltello all'interno di un cassonetto proprio di fronte al bar in cui i due si erano fermati: un utensile molto affilato, con lama di 50 cm. Radhouane Ben Adba, classe 1986 e Khedri Haithem, classe 1989, clandestini, senza documenti e con numerosi precedenti penali, sono stati tratti in arresto nella locale Casa Circondariale per tentata rapina in concorso e possesso di oggetti atti a offendere. In passato entrambi fornirono numerose identità false alle forze dell'ordine.

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