"Carlo era stato aggredito da un toro nella stalla: si è ripreso dopo sei mesi"

La testimonianza di un amico e vicino di Carlo Pibiri, che ha sparato in faccia alla moglie Annamaria Parmeggiani alle 5 di mattina del 15 luglio: poi si è lanciato dal secondo piano, di una villa, dopo aver ingerito del detersivo

La mattina dopo il tentato femminicidio, avvenuto nel cortile di un'abitazione di strada Argini, 71 a Parma, tra Martorano e San Geminiano, l'area dell'azienda agricola Barghetto, che Carlo Pibiri gestiva, non c'è nessuno. Le finestre chiuse, l'aria pesante: anche l'area intorno alla villa all'interno della quale il 66enne, originario della Sardegna ma residente nel parmense da circa 20 anni, si è barricato e da cui si è gettato nel vuoto, è deserta. Gli abitanti della zona sono sconvolti: la famiglia che abita in quella casa è conosciuta da tutti: il marito, Carlo, fa l'agricoltore e gestisce l'azienda per conti di alcuni proprietari, la moglie svolge alcuni lavori esterni e si occupa della casa. I quattro figli della coppia, i due maschi poco più che ventenni e le femmine di circa 18 anni entrambe, frequentano le scuole nel parmense e nel reggiano.

"Carlo lo conosco molto bene -racconta a Parmatoday un vicino e amico di Carlo, sconvolto per quanto accaduto. Lo vedo spesso: ci conosciamo da tempo. Non ha mai dato segni di squilibrio: eravamo amici. E' sardo, si è trasferito qui da anni mentre la moglie Annamaria Parmeggiani è originaria di Montecchio. Ho sentito la notizia ieri ma non pensavo che fossero loro: era una famiglia perfetta: davvero da non credere. Carlo è assunto come operaio dall'azienda agricola e la famiglia viveva nella casa che gli era stata concessa. A livello economico secondo me non avevano problemi. Lui era capostalla quando avevano le mucche, adesso si occupava delle altre bestie ed era un pò un tuttofare":  

Una famiglia con quattro figli, due maschi e due femmine che oltre ad andare a scuola, davano una mano nell'azienda agricola in cui lavorava il padre. "I figli gli davano una mano: aveva una moglie eccezionale e dei figli d'oro. Io non so cosa possa essere successo. Carlo Pibiri era stato incornato da un toro nella stalla dell'azienda agricola otto mesi fa: era stato ricoverato in ospedale in gravi condizioni: si è ripreso dopo sei mesi Ho la massima stima per la famiglia: ci avrei messo la mano sul fuoco. Sono una famiglia corretta, molto affiatati, molto in gamba: la moglie eccezionale. Vivevano lì da circa dieci anni: sono sgomento. Conoscevo i suoi vicini di casa: mai avuto problemi di squilibrio". Carlo Pibiri ha riportato un forte trauma cranico in conseguenza dell'incidente con il toro: gli inquirenti starebbero cercando di capire se questo episodio possa in qualche modo aver influenzato il comportamento violento del 66enne. 

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