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Cercarono di investire i carabinieri ad un posto di blocco: arrestati per tentato omicidio, tra loro un minore

Tre giovani, tra cui un 17enne, sono stati arrestati dopo un vasto lavoro di indagine, che ha coinvolto anche i Ris: il 13 luglio avevano forzato un posto di blocco in strada Martinella: un carabiniere aveva riportato una frattura scomposta al femore sinsitro

Avevano tentato di investire i carabinieri ad un posto di blocco tra strada Martinella e via Donatori del Sangue dopo un inseguimento con i militari che li avevano intercettati dopo un furto, effettuato presso un bar di Pilastro. Tre giovanissimi, tra cui un ragazzo minorenne di 17 anni, sono stati arrestati nei giorni scorsi dai carabinieri con le accuse di tentato omicidio, furto, rapina e ricettazione: grazie ad un vasto lavoro di indagine che ha coinvolto anche i Ris, infatti, gli inquirenti sono riusciti a risalire all'identità delle tre persone che si trovavano sul furgone bianco che ha sfondato il posto di blocco ed ha poi proseguito la corsa. In conseguenza di quell'azione un carabinieri aveva riportato una frattura scomposta del femore sinistro e non è ancora rientrato in servizio mentre un secondo carabiniere aveva riportato fratture guaribili in due mesi. 

I furti, l'investimento e il carabiniere ferito

La sera del 13 luglio del 2017 i militari, avvertiti da una segnalazione della presenza di un gruppo di ladri al bar Groppi a Pilastro, si era mossi per portarsi in zona: appena arrivati avevano visto un furgone bianco, probabilmente con a bordo i ladri, che sfrecciava a forte velocità lungo strada Martinella. Prima di quel furto gli stessi ladri avevano effettuato un furto anche al bar Prestige di Sala Baganza. I militari della stazione di Vigatto avevano allestito un posto di blocco proprio tra strada Martinella e via Donatori del Sangue: il furgone, invece di fermare la corsa ha accelerato, investendo i carabinieri e sfondando il posto di blocco. In conseguenza dell'episodio un carabiniere, che ancora oggi non è rientrato in servizio, aveva riportato la frattura scomposta del femore sinistro mentre un secondo carabinieri aveva riportato ferite con una prognosi di due mesi. 

Le indagini dei Ris 

Dopo l'investimento sono iniziate le indagini: un lavoro lungo e minuzioso, che si è avvalso anche della collaborazione dei Ris di Parma: le analisi sul campo e quelle successive in laboratorio hanno permesso di ricostruire l'impronta di un giovane sul furgone, che era stato rubato qualche giorno prima ad un panificio di Parma. L'impronta appartiene a un 19enne, D.E., un giovane poi arrestato insieme agli altri due: il suo ruolo nei furti effettuati quella sera era di palo. Dal palo gli inquirenti sono riusciti ad arrivare agli altri, anche grazie alla visione delle immagini del sistema di videosorveglianza Ocr. 

Il minorenne era il capo

Secondo la ricostruzione degli inquirenti alla guida del furgone c'era il minorenne, un 17enne con alle spalle diversi precedenti penali che è considerato il riferimento per i colpi effettuati in zona: il giovane, ora rinchiuso nel carcere minorile di Bologna, si muoveva con destrezza in diverse situazioni, anche grazie all'uso di documenti falsi. Il ragazzo infatti si spacciava per un 19enne e riusciva così a noleggiare auto e a prenotare camere d'albergo: dopo l'episodio di luglio ha continuato a vivere in un residence a Parma. Aveva anche disponibilità di mezzi: non è stato facile trovarlo poichè non aveva una residenza fissa. Il giovane è stato arrestato due gironi fa in stazione a Parma, mentre tornava dopo aver fatto un giro a Milano con la fidanzata di 16 anni. 

Gli arrestati

Gli altri due maggiorenni, D.E. dI 19 anni e G.T. di 18 anni, sono stati arrestati presso le rispettive abitazioni, diove vivono con i genitori, ed ora si trovano nel carcere parmigiano di via Burla: le accuse nei confronti di tutti e tre sono di tentato omicidio, furto, rapina e ricettazione in concorso. A questi reati se ne aggiungono svariati altri, cosi come si aggiungono le sanzioni relative al codice della strada: il furgone era guidato dal minorenne che, ovviamente, non avrebbe potuto guidare. 

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