Tentato omicidio in piazzale Barbieri: in manette due tunisini

E' in rianimazione e versa in gravi condizioni il 37enne tunisino, vittima dell'accoltellamento in piazzale Barbieri durante una rissa tra due bande rivali nel mercato dello spaccio

Versa in gravi condizioni il 37enne tunisino vittima di un tentato omicidio durante un violenti scontro tra due bande rivali in piazzale Barbieri. I fatti risalgono all'8 dicembre scorso quando due fazioni contrapposte, una banda già radicata sul territorio nel mercato dello spaccio e una emergente, si sono fronteggiate nei pressi di via dei Mille. Ad avere la peggio Atef Bennour, che è stato ripetutamente accoltellato e poi colpito all'addome, sui glutei e sulle spalle a colpi di katana, un particolare tipo di spada giapponese.

L'efferatezza dell'aggressione ha ridotto la vittima in condizioni disperate, l'intervento della Polizia allertata dai testimoni ha permesso di salvare la vita al 37enne ma le sue condizioni sono ancora critiche ed è in prognosi riservata. Alcuni dei complici sono riusciti a fuggire ma in poche ore gli agenti sono riusciti a identificare i responsabili, si tratta di C.L., 31enne e O.N., 34enne, entrambi tunisini senza fissa dimora. Una rissa cruenta, nella quale sono state ferite anche altre due persone, ma in modo meno lieve, e sono riuscite a dileguarsi. Secondo quanto emerso dalla ricostruzione dei fatti C.L. avrebbe sferzato numerosi fendenti all'addome della vittima con un coltello mentre O.N. avrebbe infierito a colpi di katana. Chiaro sin da subito il movente dei violenti scontri, la contesa del mercato dello spaccio di stupefacenti in Oltretorrente.

Gli inquirenti sostengono che si sia trattato di un regolamento di conti tra la banda da tempo radicata nel territorio e una banda emergente che cercava di farsi strada per lo spaccio di hashish e eroina. Gli agenti sono riusciti a individuare i responsabili del tentato omicidio riuscendo a fermare C.L. il 12 dicembre mentre cercava di scappare in Francia rintracciandolo nella sua abitazione a Sant'Ilario. Pochi giorni dopo, il 16, è stato fermato anche il suo complice, O.N., individuato nella sua abitazione a Lentigione di Brescello. Per loro è stata eseguita la misura cautelare in carcere per tentato omicidio. Numerosi i precedenti alle spalle degli arrestati, tra cui spaccio di sostanze stupefacenti, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Le indagini proseguono per individuare i complici.

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