Tep, deserta anche la 2a gara. Montali: "Aprire tavolo con Comune e Provincia"

Il presidente di Travelbus commenta la notizia della seconda gara per la parziale privatizzazione di Tep andata deserta. "Va riconosciuto il ruolo importantissimo che le stesse imprese private sub-affidatarie hanno rivestito fino ad ora"

La protesta dei lavoratori Tep davanti alla sede di via Taro

"Ora è ufficiale -commenta Gianni Montali, presidente di Travelbus- anche la seconda gara per la parziale privatizzazione della Tep è andata deserta e alla luce di ciò le imprese private che da anni collaborano con la azienda pubblica si chiedono quali prospettive si possono ora aprire. Nelle scorse ore sulla stampa si sono fatte varie ipotesi sui futuri scenari ma è fuor di dubbio che il “pallino” torna nelle mani delle due proprietà: Comune e Provincia di Parma.

Ed è proprio a questi due soggetti che ci rivolgiamo per rimarcare, come del resto ampiamente già fatto, che in tutta questa vicenda deve essere non solo salvaguardato, ma anche rivalutato, il ruolo importantissimo che le stesse imprese private sub-affidatarie hanno rivestito fino ad ora e soprattutto quello futuro. Voglio qui ricordare che le buone, anzi direi ottime, perfomance della Tep sono state rese possibili in buona parte anche grazie ai sub-affidamenti che hanno consentito un risparmio di circa 3 milioni di euro all’anno per gli ultimi 10 anni.

TEP: GARA IL 16 SETTEMBRE: IL DESERTO DEI TARTARI 

Si tratta ora di capire se la Politica, se la proprietà, intende fare giocare a queste aziende una partita caratterizzata da quella pari dignità (in termini di ruoli e di riconoscimenti anche economici) che fino ad oggi non c’è stata ma che ormai è diventata improrogabile, oltre che imprenditorialmente, eticamente e politicamente dovuta. Abbiamo negli ultimi mesi sollecitato l’Assessore regionale Peri su questi temi, in previsione della possibile partecipazione di TPER alla gara: alla luce di quanto accaduto siamo a ribadire con ancora più forza che “i privati” locali vogliono essere parte della futura partita.

Se infatti l’esito della gara è stato ancora una volta negativo, questo è dovuto soprattutto alle difficoltà che il sistema regionale del TPL, imperniato sulle tre aziende pubbliche TPER, Seta e Start Romagna, non è nelle condizioni, economiche oltre che politiche, di impegnarsi sulla realtà parmense. Va da se che comunque la nostra Azienda pubblica non può pensare di rimanere “un’isola felice” in un mondo, quello del TPL, intriso da grandissime difficoltà che inevitabilmente esploderanno a livello nazionale nel prossimo futuro, trascinandosi dietro anche la nostra realtà.

E’ per questi motivi che riteniamo assolutamente indispensabile aprire immediatamente un tavolo di confronto con le due proprietà, al fine di verificare assieme in quale modo affrontare le prossime scadenze, le prossime scelte che necessariamente si dovranno fare e come coinvolgere, in modo diverso e più completo, su questi temi le imprese private del territorio che da anni hanno in sub-affidamento circa tre milioni di km da parte di Tep.

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Queste imprese sono pronte, impegnandosi anche economicamente, a fare la propria parte per salvaguardare quelle caratteristiche che hanno consentito alla Tep di essere un esempio a livello regionale e non solo. E’ su questo terreno che si gioca la credibilità di quelle forze politiche che si dichiarano sensibili alle richieste delle imprese del territorio ed è sulle risposte che avremo che misureremo al affidabilità e la coerenza delle stesse".

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