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Una protesta dei lavoratori della Tep davanti ai cancelli

Una protesta dei lavoratori della Tep davanti ai cancelli

Tep, alcuni dipendenti accusano: "Calpestati diritti, casi mobbing"

Mancanza di tutela adeguata in caso di contenziosi, poca sicurezza sui mezzi, ordini di servizio giudicati inaccettabili da alcuni lavoratori, investimenti 'flop' solo alcune delle accuse rivolte al cda Tep

Una situazione giunta al limite quella vissuta da molti lavoratori della Tep per quella che alcuni di loro definiscono scarsa tutela in materia di diritti, poca chiarezza riguardo il codice per le pene previste in caso di addebiti di colpa per contenziosi, che si aggiungerebbero anche a pesanti casi di mobbing e a problemi di sicurezza sui mezzi. Questa la denuncia che arriva da un ex lavoratore della Tep ora in pensione ma attivo sindacalista Cisl Paolo Boschi e da un dipendente della Tep da 27 anni, Paolo Leporati, Orsa Trasporti.

TEP: LA VIDEO-INCHIESTA

"Da quando la Tep è diventata una Spa non ha più tutelato gli interessi dei cittadini e dei lavoratori – sottolinea Boschi -, era una delle poche aziende con pareggio di bilancio gia dal '91, un'azienda sana che con le proprie risorse faceva un servizio pubblico d'eccellenza, le leggi e i giochi politici l'hanno resa una Spa. Ora alla Tep si sta davvero toccando il fondo anche con gli ultimi fatti accaduti, si calpestano le regole elementari della democrazia del lavoro, con casi di mobbing pesanti. L'autoferrotranviere è regolato dal regio decreto 148/31 emanato dal Re, che punisce se sbagli ma ha articoli che difendono in caso di soprusi dal datore di lavoro. Alla Tep negli ultimi anni questo decreto è letto solo da una parte. Alla Tep abbiamo un ufficio contenziosi gestito da una sola persona, nel bene e nel male, che fa giuduce, avvocato difensore e accusatore. Faccio parte del consiglio di disciplina previsto dal 148, anche se in alcuni casi sembra sia stato abrogato, nominato dal presidente della Provincia con a capo un giudice del Tribunale di Parma.

"Il consiglio non è mai stato convocato e dovrebbe essere convocato prima di andare dal giudice del lavoro, è un'altra  carenza del sistema che addomestica le regole a proprio uso e e consumo perchè rilevata la mancanza, con contestazione di addebito, il lavoratore deve rispondere entro 7 giorni dopo di che l'azienda emana la sentenza oppure accetta le deduzioni o controdeduzioni del lavoratore, oppure se c'è un contenzioso ci dovrebbe essere una commissione del consiglio che media e in ultima ratio si va dal giudice del lavoro. Questo alla Tep è alterato da anni, perchè quando viene ammessa la contestazione di addebito, dopo la risposta del lavoratore subentrano strane telefonate, strani radiocortile dove si sentono punizioni strane, il lavoratore viene messo sotto pressione e sempre per la stessa persona propina la pena, questo va contro qualsiasi cosa, credo sia ora di trovare una soluzione giusta e legale perchè queste cose finiscano. Si condiziona il lavoratore ad accettare qualsiasi tipo di pena. E' un sistema alterato con un'unica persona che detiene il potere".

TEMPI DI PERCORRENZA E BIGLIETTAZIONE A BORDO - Tra le problematiche vissute come maggiormente gravi dai lavoratori i tempi di percorrenza da rivedere, l'esasperazione dei viaggiatori per linee tagliate come la 9 che non va più a servire il quartiere di via Savino, l’11 che si ferma in via Volturno, i disagi per il quartiere Pablo per il servizio delle linee 9 e 12, le indennità ferme da anni, un contratto nazionale scaduto da 5 anni, la difficoltà nel comprendere la gestione dei premi risultati a punti e un carico di lavoro e stress ritenuti eccessivi oltre ad atti vessatori che sarebbero stati fatti in passato contro i capiturno, bloccandoli e mettendo in difficoltà 450 famiglie."Abbiamo colleghi che hanno chiesto di fare part-time perché hanno un problema di invalidità, nonostante il dipendente guidi gli è stato rifiutato il turno spezzato che, magari, un altro agente non fa volentieri per ragioni famigliari".

Altro tema caldo la vendita dei biglietti a bordo, il nuovo sistema di bigliettazione e la consegna dei soldi senza indennità di cassa: "Un ordine di servizio ci dice di essere sia autisti che bigliettai. Prima vendevamo un titolo di biglietto valido per tutti gli autobus, adesso vendiamo un biglietto che se non viene obliterato su quella stessa macchina su cui io sono in servizio, quel titolo di viaggio è nullo. Ci hanno anche imposto di andare nel nostro tempo libero a versare gli introiti accumulati durante il mese senza un'assicurazione a versare questi incassi alla biglietteria di barriera Bixio. Se non lo facciamo veniamo puniti perchè non c'è nessun contratto nazionale che prevede che io faccia questo nel tempo libero senza essere retribuito. Inoltre non è stata fatta una campagna adeguata all’utenza su come gestire il nuovo sistema di bigliettazione all’interno dell’autobus che prevede di timbrare su quella linea, se per combinazione il viaggiatore che ha acquistato a bordo il biglietto non lo timbra a bordo risulta che mi sono intascato 2 euro, posso essere accusato di appropriazione indebita di due euro, e posso essere licenziato per due euro. Non posso avere la responsabilità di avere i soldi dell’azienda, perché non ho indennità di cassa e sono costretto a utilizzare il tempo libero per andare a versarli".

DIMISSIONI DEL CDA - Dito puntato contro il Consiglio di Amministrazione, per le cui dimissioni sono state consegnate le firme raccolte dall'Orsa Trasporti oltre un mese fa a Comune e Provincia: "Siamo amministrati da un presidente nominato da un sindaco che è stato arrestato, questo presidente aveva l'obbligo di dimettersi immediatamente. La nomina fatta al dottor Tirelli è stata fatta solo ed esclusivamente da una giunta decaduta. Cosa ci fanno queste persone? Questa è la democrazia che vige in questa città? Noi ci aspettavamo che dal punto di vista politico il M5S avesse un altro atteggiamento sulle partecipate come la Tep e che rimuovesse tutto il consiglio di Amministrazione. Il Presidente, non essendo competente in materia di trasporti, si affida a un quadro di azienda. Affidandosi a questa persona si gestisce il potere concentrandolo su una persona sola facendo il bello e il cattivo tempo. Purtroppo oggi siamo di fronte a un declassamento del servizio di trasporto pubblico. Sostenemmo davanti all'assessore Folli che la gara a doppio oggetto, vale a dire alcune azioni di Comune e Provincia vendute a un soggetto privato che entra a far parte dell'azienda, fosse il peggio che potesse succedere ai lavoratori della Tep, perchè si va incontro a un peggioramento del servizio e a esuberi".

SICUREZZA SUI MEZZI E INVESTIMENTI FLOP – Mancanza di sicurezza sui mezzi a causa di quelli che Leporati ha definito mancati investimenti o scelte sbagliate aggiunti a un carico di lavoro e stress a volte ingenti le cause dell'incidente di via Repubblica. "Non siamo abbastanza sicuri. Le telecamere che sono state montate con investimento di 75 mila euro dal Comune di Parma per essere un deterrente contro la delinquenza sul bus, sono state un flop perchè il 90% non funziona. Si sono rovinate e non sono state aggiustate. Il telerilevamento non funziona, abbiamo autobus demoliti dopo nove anni per investimenti sbagliati, questo è un piano industriale che non ha mai funzionato. Non vengono fatti investimenti per cose utili presenti nelle altre città della regione come le macchinette automatiche per i biglietti a bordo, o come mettere i tornelli sul bus, come fatto a Perugia che ha portato a un recupero di 600 mila euro sull'evasione del titolo di viaggio.

"A Parma si parla di 2 milioni di euro di titolo di viaggio evaso! Altro investimento sbagliato i filobus di nuova generazione, che non possono circolare perchè sono 40 centimetri più lunghi rispetto a quanto previsto dal codice della strada. Invece di essere 18 metri, sono 18,40 metri! Sono 9 filobus su 9 milioni di euro, voluti dall'ex sindaco Vignali, una parte dei soldi dalla Comunità europea, una parte dal Comune e una parte dall'azienda. Sono stati acquistati l'anno scorso, ne sono arrivati 4 e ne mancano ancora 5, se non si modifica la legge del codice della strada questi filobus destinati alla linea 5 rimarranno sempre in deposito parcheggiati fermi inutilizzati, mentre il Presidente della Tep fece la promessa di metterli in circolazione entro Natale. Si poteva fare un un investimento diverso con filobus che potevano entrare in circolo nel giro di pochi mesi. C'è un disinteresse a fare gli investimenti giusti e c'è un interesse a svendere l'azienda".
Un intervento urgente da Comune e Provincia la richiesta di Orsa Trasporti per voce di Leporati contro provvedimenti disciplinari definiti sproporzionati nei confonti dei lavoratori, tagli da rivedere, ottimizzazione del servizio di linee, l'esposizione pubblica a tutto il personale di un codice sulle punizioni, "Chiediamo una maggiore attenzione per la tutela, la sicurezza e i diritti dei lavoratori ma anche di tutti i cittadini".

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