Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

Tep, Sindacati dei Trasporti: "Non è un 'carrozzone', serve una proroga"

Le segreterie provinciali di FILT CGIL, FIT CISL, UIL Trasporti e FAISA CISAL, unitamente alla RSU di Tep Spa, hanno appreso con favore la posizione di contrarietà del Sindaco di Parma ad ipotesi di privatizzazione delle aziende di trasporto pubblico

"Le segreterie provinciali di FILT CGIL, FIT CISL, UIL Trasporti e FAISA CISAL, unitamente alla RSU di Tep Spa, apprendono con favore la posizione di contrarietà del Sindaco di Parma ad ipotesi di privatizzazione delle aziende di trasporto pubblico e della Tep in particolare". Così le sigle sindacali locali commentano le ultime dichiarazioni del sindaco in merito alla vicenda Tep e all'ipotesi di una privatizzazione dell'azienda.

"Anche lavoratori e sindacati di categoria - continua la nota dei sindacati - crediamo infatti che le aziende debbano restare pubbliche e che la proprietà pubblica delle aziende rappresenti non solo una tutela per i lavoratori ma anche una garanzia per i cittadini. Per fortuna la gara a “doppio oggetto”, voluta da Comune e Provincia, è andata deserta; diversamente la TEP si sarebbe privatizzata, il 49% delle azioni (ovvero di fatto il controllo) sarebbe andato in mano a soggetti terzi, e non per poco tempo, come affermato dal Sindaco, ma per ben dieci anni. Per fortuna così non è andata ed oggi siamo nelle condizioni di fare scelte diverse.

Sindacati e RSU auspicano che il Comune di Parma, che a quanto pare si è ravveduto, condivida la proposta di proroga dell'affidamento a Tep per due anni. Tale proroga, prevista tra l'altro dalla normativa europea, permetterebbe a Tep, che parte comunque da una condizione economica ed organizzativa favorevole, di ragionare serenamente del proprio futuro industriale.

Infine si vorrebbe far notare a qualche malinformato che se ne va sulla televisione nazionale a dire che la Tep è un “carrozzone”, che quel “carrozzone” è uno dei pochi in Emilia-Romagna, se non in Italia, ad avere ancora un bilancio in pareggio; chissà come definirebbe allora quel 40% di aziende italiane che, con un reiterato taglio dei fondi nazionali, è pronto a portare i libri in tribunale."

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