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Tep, stato di agitazione: “L’azienda non sa cosa fare e ci ricatta”

Per i sindacati l'azienda è "priva di strategie" e mentre i lavoratori chiedono tempo per votare un provvedimento anti-assenteismo il cda "si vendica bloccando i cambi turno". Cgil, Cisl e Uil gridano "fuori la politica dalla Tep"

Il filo sottile che in Tep univa lavoratori e dirigenza si è spezzato. A far saltare i rapporti tra sindacati e vertici una presa di posizione dell’azienda che i segretari di categoria definiscono “stupida ed anacronistica”. Mentre al 31 dicembre scade l’incarico di Tep nella gestione dei servizi di trasporto parmigiani il cda, ingessato dallo scontro politico tra Comune e Provincia proprietari dell’ente al 50% ciascuno, invece di fornire le strategie con le quali approcciarsi ad una nuova gara d’appalto decide di accanirsi contro i dipendenti.

Il pretesto? Un provvedimento per arginare il problema dell’assenteismo che avrebbe premiato i più volenterosi e penalizzato chi lavora meno. “Una scelta condivisa da tutti” afferma Paolo Chiacchio segretario provinciale della FILT CGIL “avevamo solo chiesto un po’ di tempo per discuterne in assemblea con i lavoratori, ma l’azienda ha reagito bloccando i cambi turni. Un sistema consolidato da 30 anni che ha sempre permesso a Tep di risparmiare e ai lavoratori di organizzare la propria vita”.
 

VIDEO: LO SFOGO DI UN LAVORATORE DELLA RSU


“Adesso si spendono almeno 10mila euro in più al giorno perché i cambi turni devono essere compensati con straordinari, rientri da riposo, ecc. ecc.” afferma uno degli RSU presenti in assemblea. Un dispetto che ricade direttamente sui bilanci e che Luisa Ablondi RSU CGIL dichiara “assurda. Il cda non ha detto una parola quando si stavano facendo sparire 8 milioni di euro in banca MB, ha taciuto quando Vignali ha imposto di comprare filobus che costavano 3 milioni di euro in più promettendo di versare la differenza che non è poi mai arrivata, ignora che a dicembre scade l’appalto e non si sa come presentarsi alla gara. Dovrebbero lavorare su faccende molto più gravi invece di preoccuparsi se io e la mia collega ci cambiamo il turno di pomeriggio”.

La rottura con i sindacati per i più maliziosi non sarebbe casuale, Tep in vista di un ipotetico cambio di rotta a fine anno, preferirebbe attivare già un rapporto conflittuale con i dipendenti in modo da non dover giustificare scelte che potrebbero implicare tagli ed esuberi. I 556 lavoratori della Tep però non sono disposti ad accettare questo modus operandi e dichiarando lo stato di agitazione si apprestano ad attivare tutti i canali affinchè venga scongiurata l’entrata di privati in azienda e la situazione di stallo del cda si sblocchi. All’unisono i segretari di FILT CGIL,  FIT CISL e UILT gridano “fuori la politica dalla Tep”?  


 

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