Terme Baistrocchi, apertura ai privati?. Conti: 'Unica strada'

Le critiche della minoranza. "Non si parla di livelli occupazionali e valori degli immobile, come facciamo a capire se è un buon affare?". Buzzi: "Con 16 milioni di passivo cercare un privato è una scelta ardua"

La seduta della Commissione con il Commissario Conti

Il Baistrocchi, balza ancora una volta agli onori delle cronache. Questa volta il motivo non è legato a qualche contenzioso legale ma alla decisione del Comune di Parma di cambiare il mandato dell'attuale commissario che un anno fa fu incaricato di trasformare in fondazione il consorzio di cui fanno parte, oltre al Comune, l'Asp Ad Personam, la Provincia e l'Ausl. Verificata l'impossibilità ad espletare tale mandato l'idea dell'amministrazione sarebbe di verificare a questo punto le possibilità di cedere sostanzialmente il ramo d'azienda ai privati. Da commissario a liquidatore dunque. Dell'ipotesi si è discusso ieri sera nella seduta congiunta della 4°, 5° e 7° commissione consiliare, alla presenza degli assessori Ferretti, Rossi e del commissario al Baistrocchi Gian Luca Conti.

Punto di partenza della scelta che l'amministrazione intende intraprendere è la situazione a dir poco critica dei conti del centro termale. "Tra il 2011 e il 2013 - ha spiegato Conti - abbiamo avuto un significativo calo di presenze, passando da circa 100mila a 85mila. Questo ha avuto un impatto fortemente negativo su tutta la gestione che quest'anno chiuderà il bilancio con una passività intorno al milione di euro. Ma il problema più significativo a mio modo di vedere non sono i conti in sé, ma la situazione finanziaria complessiva. Il Baistrocchi detiene ancora una quota importante del mercato termale salsese, circa il 25%, e questo potrebbe garantirgli un futuro; quello che manca sono le risorse finanziarie necessarie per investire nell'attività e ristrutturare l'edificio che comincia a risentire dello scorrere del tempo e per il quale servirebbero 5 o 6 milioni di euro". In questo contesto, ne consegue, la scelta di andare sul mercato per individuare un privato che investa e gestisca il Baistrocchi appare dunque l'unica percorribile.

Ne sono tutto sommato convinti anche i consiglieri comunali presenti, anche se dall'opposizione è giunto più di un distinguo. "Se questa è la direzione - ha spiegato Massimo Iotti (PD) - vorrei disporre di più strumenti per capire quali obiettivi ci poniamo e come intendiamo perseguirli. Questa delibera non spiega come si pensa di andare ad individuare un soggetto e, soprattutto, in cambio di cosa. Non una parola sul problema dei livelli occupazionali, non una sul valore degli immobili, in queste condizioni come facciamo a capire se è un buon affare?". "Il Baistrocchi - ha aggiunto Buzzi (FI) - ha un passivo di circa 16 milioni di euro, se a questi aggiungiamo i contenziosi ancora aperti e gli investimenti necessari per ristrutturare l'edificio si arriva a comprendere come la scelta di cercare un privato che subentri alla gestione pubblica sia quanto meno ardua, per non dire di più".

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Alle critiche ha risposto l'assessore al Bilancio Ferretti, precisando che "la delibera proposta si limita a cambiare l'incarico del commissario. Ogni altra considerazione esula dall'intento della delibera e verrà affrontata successivamente". La risposta dell'assessore lascia perplesso più di un consigliere dell'opposizione: se i contenuti e le modalità di privatizzazione del Baistrocchi saranno affrontati successivamente su quali basi si può dare oggi il via libera a trasformare il Commissario Conti in un liquidatore? La risposta al quesito probabilmente arriverà nel corso della discussione in Consiglio Comunale, dove la delibera approderà nei prossimi giorni.

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