Sabato, 18 Settembre 2021
Cronaca Colorno

Terremoto, Reggia di Colorno: rimossi altri dieci pezzi danneggiati

Proseguono i lavori di messa in sicurezza del prezioso edificio monumentale da parte di un gruppo di 15 tra gruisti, edili e tecnici e due restauratori, si tolgono gli elementi decorativi non più sicuri

La rimozione di un vaso

Si continuano a rimuovere statue e coppe alla Reggia di Colorno. Nonostante la neve che ha cominciato a imbiancare tetti e cortili e nonostante il freddo polare, le squadre coordinate da Doriano Rivieri tecnico della Provincia, sono al lavoro per togliere gli elementi decorativi resi non più sicuri dalle due scosse di terremoto della settimana scorsa. Dieci complessivamente – tre statue e sette vasi – quelli portati a terra oggi.

Si lavora con le imbragature e il lungo braccio della autogru mentre con la piattaforma aerea altri tecnici proseguono i controlli su ogni pezzo. Gli addetti sono circa una quindicina con gruisti, edili e tecnici fra cui anche due restauratori che sovrintendono alle delicatissime operazioni di legatura, sollevamento e posa a terra dei pezzi. La priorità è la messa in sicurezza quindi prima si rimuovono gli elementi la cui staticità è stata compromessa dal terremoto, poi si passa a verificare i gruppi sulle torri e le torri stesse e si progetta il nuovo sistema di ancoraggio. Tutte le operazioni vengono realizzate in accordo con la Soprintendenza.

I gruppi scultorei
Dopo aver tolto e verificato gli elementi che si alternano lungo il lato sul giardino (5 quelli tolti) e sulla facciata (5), domani continuerà l’esame dei gruppi scultorei sulle torri per capire quali occorre rimuovere, come nel caso della prima statua tolta ieri, e come potenziare l’ancoraggio.

Sempre domani arriverà un’altra auto gru, più lunga di quella usata oggi, per raggiungere il fronte del palazzo che dà sul torrente Parma sulle cui sponde giace la prima statua caduta con la scossa di mercoledì 25 e c’è un vaso in bilico.

Le Torri
Sempre sul lato del fiume sulla torre di Nord Ovest ci si dovrà occupare anche della lanterna che ha avuto un cedimento strutturale. L’idea è di procedere ad una fasciatura, un intervento tampone per evitare la caduta, in caso di altre scosse, di frammenti e quindi di ulteriore pericolo. In ogni caso il cortile sottostante è stato chiuso proprio per ragioni di sicurezza.

La Torre di sud est ha un problema statico complessivo che si sta approfondendo e riguarda una fessura visibile anche dall’esterno che dalla finestra del primo piano corre fin su.
Sulla torre di nord est, che dà su Alma, verrà invece fatto un intervento di presidio per  salvaguardare i gruppi scultorei allestendo sul posto il cantiere di restauro.
 
Il Piano Nobile
Poi c’è la fase di verifica del piano nobile, contestuale, con un tecnico della difesa del suolo, il tema è l’infilata del corridoio, se ci dice che si può riaprire possiamo aprire quello che c’è sopra cioè capriate  ecc e quello che c’è sotto biblioteca. La torre interdetta e un paio di stanze del percorso visite e alcuni locali biblioteche e lidie uffici.
 
Il restauro
Sia le statue che le decorazioni in marmo bianco di Verona sono molto pesanti: circa un tonnellata le prime, 3 o 4 quintali le coppe. Anche per questo ci si sta orientando a tenerle sul posto, allestendo un vero e proprio cantiere di restauro nella zona del cortile d’onore, sotto i volti sul lato del fiume, un luogo sicuro che sarà chiuso e protetto con impianti antintrusione. Ovviamente la decisione sarà presa in accordo con la Soprintendenza che dovrà esaminare anche il progetto degli ancoraggi che dovranno essere fissati sulle statue in modo da renderle più sicure.

La chiusura e le aperture
Aperta la scuola internazionale di cucina, Alma, mentre la piazza resta chiusa fino a che non saranno terminate le analisi. La volontà è aprirla prima possibile, tempo permettendo, una variabile importante che incide non solo sull’agibilità ma anche sui materiali da usare che devono efficaci anche alle temperature basse dei prossimi giorni. San Liborio resta recintata dall’esterno e sarà oggetto di un sopralluogo puntuale.
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