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I parmigiani e le misure antiterrorismo: "Le barriere? Non bastano, abbiamo paura"

Fioriere nelle vie centrali della città, camion in mezzo alla carreggiata per le partite del Parma, controlli intensificati: nonostante questo i parmigiano che abbiamo intervistato non si sentono sicuri, ma non sanno proporre soluzioni alternative: "I terroristi possono colpire in qualunque modo"

Ieri sera venerdì 25 agosto, nei pressi dello stadio Tardini, in occasione della prima sfida del Campionato contro la Cremonese, sono arrivati anche i camion, posizionati al centro della carreggiata in funzione antiterrorismo, per scongiurare il rischio di attentati. Dopo gli eventi drammatici di Barcellona anche in Italia il livello di allerta si è alzato e Parma ha predisposto alcune misure antiterrorismo, decise in una riunione di qualche giorno fa del Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza. Oltre al posizionamento di alcune barriere nei luoghi più frequentati - il Comune ha già messo delle fioriere in via Cavour e in via Farini - è prevista un'intensificazione dei controlli antiterrorismo e misure particolari in occasione delle partite casalinghe del Parma. 

"Bene le misure ma abbiamo paura" 

I parmigiani però sembrano non essere soddisfatti degli interventi fatti fino ad oggi e chiedono più sicurezza, anche se non sanno indicare quali possano essere le misure da attuare. La modalità utilizzata sulle Ramblas a Barcellona e prima in altre città europee non è l'unica e i possibili attentatori potrebbero adattare la strategia alle misure di sicurezza adottate.

"Ho seguito con interesse le informazioni in merito alle misure di sicurezza adottate - ci racconta un giovane di 28 anni, che si sta recando allo stadio. Io non mi sento più sicuro anche se credo che le barriere antisfondamento siano utili. Almeno quel tipo di attentato, in quelle specifiche zone, non avverrebbe. La presenza di persone in grado di compiere una strage come quella di Barcellona invece secondo me è il tema da affrontare. Non sono un esperto e non ho soluzioni ma credo che si debba lavorare di più su questo aspetto. Ogni attentatore può potenzialmente colpire come vuole e questo non può essere evitato". 

"I terroristi possono colpire in qualunque modo" 

"Devo dire sicuramente grazie alla Questura, al Comune di Parma, ai Carabinieri - ci confessa una 21enne- per tutto quello che stanno facendo per la nostra sicurezza. Non credo sia facile gestire una situazione di questo tipo: la paura è sempre più diffusa e qualcuno è nel panico, come i genitori di un amico. Vivono con la psicosi attentato, se così si può chiamare. Io personalmente non mi sento più sicura perchè i terroristi potrebbero colpire in qualunque modo, anche se mettiamo i camion o le barriere al centro delle strade più frequentate". 

"Grazie di cuore a questi ragazzi"

"Se chiedete a me io vi dico che dobbiamo ringraziare di cuore questi ragazzi - ci fa notare un 64enne rivolgendosi ai poliziotti. Sono preziosi per noi e potrebbero salvarci la vita. Ormai la situazione è degenerata: io ho vissuto per dieci anni a Barcellona e la strage mi ha colpito parecchio. Ho lasciato alcuni amici che per fortuna si sono salvati: non erano sulle Ramblas nel momento dell'attentato. Parma è una città tranquilla e non credo che possa essere un obiettivo e in Italia sembra che la rete antiterrorismo funzioni più che in altre parti. Certo la paura c'è sempre, anche nella nostra città". 

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