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Fontevivo, il sindaco contro la cancellazione del progetto Tibre: 'Parma tagliata fuori'

"Eliminare il secondo stralcio della Tibre dal piano delle infrastrutture strategiche che la Regione presenterà al Governo è semplicemente folle". Così Tommaso Fiazza, sindaco di Fontevivo, ha commentato la decisione della Regione di realizzare solo il tratto Fontevivo-Trecasali

"Eliminare il secondo stralcio della Tibre dal piano delle infrastrutture strategiche che la Regione presenterà al Governo è semplicemente folle". Così Tommaso Fiazza, sindaco di Fontevivo, ha commentato la decisione della Regione di realizzare solo il tratto Fontevivo-Trecasali, già finanziato e appaltato, e di eliminare dall'elenco il tratto di raccordo con la A22. "La Tibre ha senso solo se realizzata completamente. Ci sono voluti anni di dibattito, di confronto, di impegno corale delle amministrazioni coinvolte per arrivare ad un progetto che fosse da tutti condiviso e ora ci vediamo liquidare con un comunicato? Ci stupisce poi la decisione presa: la realizzazione, in tempi rapidi, della Tibre era infatti una priorità del programma elettorale del presidente Bonaccini. Cos'è cambiato in questi pochi mesi per giustificare un voltafaccia così netto non solo al territorio ma, per prima cosa, ai suoi elettori?".

"Per Fontevivo, e direi per tutta la provincia di Parma, questa arteria stradale è fondamentale per non essere tagliati fuori dai mercati – ha aggiunto l'assessore alle infrastrutture Enrico Terenziani -. Il nostro Comune ha forse pochi abitanti, ma ha tante aziende e uno dei maggiori poli logistici italiani, il Cepim. Ridurre il chilometraggio per raggiungere il Brennero può rendere più competitive le nostre imprese e, anche se forse non ci si pensa, permetterebbe miglioramenti anche sotto l'aspetto ambientale. Oggi, per arrivare a Mantova, si deve fare un percorso che fa sprecare tempo e costringe ad attraversare numerosi paesi su strade già congestionate: la Tibre permetterebbe di scaricare la pressione del traffico dalle aree urbane con un vantaggio notevole per chi ci abita. Sono quindici anni che si immagina la Tibre e oggi è ora di farla, senza se e senza ma".

Tibre sì ma solo se realizzata compiutamente, quindi, in accordo con quanto già deciso dalle Regioni limitrofe interessate dal progetto. "Il progetto complessivo della Tibre è di 85 chilometri: 55 in Lombardia, 15 in Veneto e 15 in Emilia – ha sottolineato Fiazza -. Il governatore della Lombardia Roberto Maroni ha già inserito l'opera nei progetti strategici, Luca Zaia idem e l'Emilia si chiama fuori? E' un'operazione senza senso, soprattutto alla luce della dichiarazione che annuncia un investimento da dieci milioni sulle ferrovie. Il presidente Bonaccini pensa forse che un intervento così modesto possa rendere i nostri collegamenti vantaggiosi per il trasporto su rotaia? E' chiaro che la Regione vuole definitivamente tagliare fuori Parma a vantaggio di altre province, come ha già fatto in questi anni quando, continuamente, sono state promesse opere faraoniche poi mai realizzate". Per la prossima seduta di consiglio comunale, il sindaco Fiazza ha già annunciato che presenterà un ordine del giorno con cui richiamare la Regione a rivedere la decisione presa.
 

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