TiBre ferroviario: l'alternativa che farebbe risparmiare 600milioni di euro

Consumo quasi pari a zero del territorio e un risparmio di 600milioni di euro, maggiori vantaggi di trasporto e connessione con l'Europa. Alcuni dei risultati emersi dallo studio realizzato da Eidos sulle opportunità per completamento del TiBre ferroviario

Una sala gremita per seguire le oltre due ore di convegno organizzato a Casalmaggiore per la presentazione del progetto ferroviario Tirreno Brennero. L’intento delle associazioni ambientaliste e degli enti che hanno appoggiato l’iniziativa è quello di analizzare gli elementi di vantaggio per l’alternativa e farli conoscere all’opinione pubblica e alle istituzioni. La soluzione alternativa, secondo quanto emerso dal convegno, è la più vantaggiosa perché renderebbe fruibile in tempi brevi una linea ferroviaria che collega i porti dell’alto Tirreno con Verona e il Nord Europa dando continuità alla linea Pontremolese in fase di raddoppio e potenziamento e dando anche un senso compiuto alla direttrice ferroviaria Tirreno Brennero. “Nel nostro Paese per anni si è investito molto su strada e poco via ferro - sottolinea Claudio Silla, Sindaco Casalmaggiore  -, parliamo di un progetto che sul nostro territorio potrebbe rappresentare un’opportunità. Proviamo a portare avanti questo progetto consapevoli di ciò che si sta già consolidando, non pensiamo di contrapporre alcuni territori ad altri, vediamo se ci sono le condizioni nella consapevolezza per noi che con risorse sostenibili potremmo avere un contributo per il territorio”. Tanti gli ospiti presenti al convegno organizzato dalle associazioni ambientaliste e coordinamenti lombardi e emiliano romagnoli, tra cui Alfredo Peri, Assessore Mobilità e trasporti Regione Emilia Romagna, Martina Nardi, Commissione Trasporti della Camera, Pier Gino Scardigli, Presidente Società TiBre srl.

I VANTAGGI DELL'ALTERNATIVA - “La nostra attività si è sempre svolta sui piani della protesta e sulla proposta – ha sottolineato Cesare Vacchelli, a nome di tutte le associazioni ambientaliste aderenti –. Il nostro territorio è interessato al progetto di costruzione due inutili autostrade, la Cremona Mantova e la Tirreno Brennero, dai flussi di traffico inesistenti, fortemente impattanti per l’ambiente e devastanti per l’economia dei territori attraversati. Tutto ciò in un territorio come il nostro situato nel cuore della pianura padana, una delle cinque aree più inquinate del pianeta. La nostra proposta sostenibile è di portare a compimento il progetto del TiBre ferroviario, collegando i porti dell’alto Tirreno al cuore dell’Europa, potenziare la linea ferroviaria Mantova-Cremona-Milano, per collegare in modo efficiente queste comunità, realizzare i raccordi ferroviari Casalmaggiore-Viadana e Castellucchio Gazoldo degli Ippoliti, per togliere traffico pesante dalla strada”. Uno dei punti di forza del progetto alternativo è la posizione strategica di collegamento che la soluzione su ferro avrebbe, non solo per il territorio ma per tutto il Paese e per l’Europa. “Dalla sintesi dello studio sul completamento della direttrice ferroviaria Tirreno Brennero mediante il potenziamento del collegamento Parma Piadena Mantova Verona risulta che gli interventi sulla Piadena sono tutti su linea di esclusiva proprietà e gestione Rfi – sottolinea Vacchelli –. L’investimento per la soluzione Piadena ammonta a 80 milioni, a fronte di 700 milioni per la soluzione Suzzara, il percorso Piadena è più breve di 24,7 Km e presenta maggiori potenzialità di impiego per i treni merci, con tempi di percorrenza inferiori di 35 minuti, ha una tariffa media per Km di percorrenza, maggiore prossimità per scali e terminali intermodali. Il nostro intento è promuovere questo nuovo studio che indichi nel percorso Parma Piadena Mantova Verona, elettrificata nel tratto Parma Piadena, quello più economico e competitivo e farlo conoscere a soggetti economici anche non direttamente coinvolti, oltre a verificare se esistono ostacoli che impediscono a questa proposta di divenire un progetto completo, considerati i tempi molto brevi di realizzazione e le risorse relativamente molto limitate e con gli indubbi vantaggi rispetto alla soluzione su strada”.

LE PROPOSTE DEGLI AMBIENTALISTI - Tra gli intenti dei promotori del progetto quello di sensibilizzare gli amministratori e le istituzioni per le ricadute positive che l’opera avrebbe, sia in termini di risparmio economico che ambientale, nell’intento di dare il via a sinergie e impegnare gli enti preposti. Da qui anche l’idea di come reperire le risorse necessarie per la realizzazione della soluzione alternativa a quella autostradale. “Chiediamo di destinare i rincari autostradali nello specifico quelli garantiti nella A15 Parma La Spezia del 7,5% annuo dal 2011 al 2018 e che porterebbero entro il 2031 ad Autocisa  un maggiore introito da pedaggio rispetto alla percentuale media concessa agli altri concessionari pari a circa 1.037.000.000 euro – sottolinea Vacchelli  – per finanziare, invece che l’autostrada Tirreno Brennero, il progetto alternativo ferroviario e il potenziamento della Pontremolese. Proponiamo di dare vita da oggi a un tavolo tecnico istituzionale per promuovere e sostenere lo studio per farlo approdare sul tavolo del Governo e in tempi brevi entrare nella programmazione Rfi e unire le potenzialità di Centro Padana e Autocisa per far si che abbandonando i progetti autostradali puntino invece sul TiBre ferroviario, il potenziamento della Pontremolese e la linea ferroviaria Mantova Cremona Milano”.

I DATI DELLO STUDIO - Lo studio di opportunità realizzato dalla cooperativa Eidos, è, come sottolineato da Gianluca Croce,  “un primo approccio di valutazione sulla strategicità del corridoio Tirreno Brennero non solo territoriale ma nazionale e europea con la connessione dei porti dell’alto Tirreno, fino all’Est Europa e Nord Europa. La logica è quella non della costruzione ex novo ma dello sfruttamento di tratti e ferrovie esistenti nella logica del miglioramento incrementale sempre osservando il territorio e con la logica del consumo zero o quasi del territorio. La sua valenza è nell’incrocio con i due corridoi trans europei, quello che discende da Berlino sino a Palermo e incrocia anche l’altro corridoio che da Lisbona va a Kiev. La Tirreno Brennero va quindi a intercettare su Verona uno straordinario nodo di traffico sarebbe quindi la struttura ideale per fruire dei traffici merci ferroviari che discendono dall’Europa e che salgono dal territorio nazionale. Nella direttrice Tirreno Brennero ci occupiamo del segmento che vorrebbe nella maniera più conveniente Parma con Verona. Nel tracciato originale istituzionale la tracciatura rileva una connessione Parma Suzzara Poggio Rusco Verona. Considerando alternative al tracciato, abbiamo analizzato la Parma Piadena Mantova Verona. Si tratta di segmenti di linee ferroviarie che hanno già una loro autonomia gestionale”. Secondo quanto sottolineato da Croce, Eidos, ci sarebbero numerosi elementi tecnici significativi a favore della soluzione alternativa, come una differenza di lunghezza di 24 Km e il tipo di linee che sono a capacità di sopportazione di tonnellaggio per trasporto merci.

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I CRITERI DI ANALISI - “Sono stati utilizzati 14 indicatori nello studio, secondo un metodo multi criterio sia qualitativo che quantitativo, per mettere a confronto le due possibilità e mettere in luce che l’alternativa è decisamente superiore, oltre che per tempi di percorrenza, traffico di treni merci attuali per settimana, tariffa media a Km per trasporto merci e scali e terminali intermodali di prossimità dei percorsi. Italfer ha calcolato una stima di80.000. 8 80 mila euro di costo di potenziamento del tracciato, per ottimizzare i tratti esistenti, la differenza rispetto ai 700.000700 mila euro è giustificato in parte per lo spostamento del tracciato, la ridefinizione di piani. Ma in un’era in cui le risorse pubbliche sono da focalizzare su ciò che è davvero strategico diventa difficile pensare che possano essere spesi 700 milioni a fronte di 80 milioni considerando la logica del miglioramento incrementale”. A conclusione dello studio è emerso che la tratta alternativa risulta essere quella a maggiore convenienza sotto vari aspetti, anzitutto quello economico e finanziario per il notevole risparmio di risorse, ma anche sotto il profilo sociale e nell’ottica ambientale, considerando che ci sarebbe un consumo di territorio quasi pari a zero. “E’ un impegno che implica un grande sforzo di progettazione diplomatico e politico che dovrà interessare le istituzioni italiane e comunitarie per ridisegnare il ruolo di queste società – conclude Vacchelli – ma alla fine riusciremo a preservare le società e il loro valore in termini di conoscenza e occupazione, avremo due opere finalmente portate a termine e un capitale paesaggistico e agricolo preservato dalla cementificazione”.

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