Tibre; Sissa-Trecasali destinerà i 2 milioni previsti per la tangenziale alla viabilità esistente

Legambiente si auspica che la scelta del Comune non rimanga sulla carta: "Il consiglio comunale ha deliberato la volontà di destinare i fondi della “tangenzialina” per la riqualificazione della viabilità esistente"

"Legambiente -si legge in una nota- esprime apprezzamento per la scelta del comune di Sissa Trecasali che ha votato di recente in consiglio lo stralcio della tangenziale di Viarolo tra le opere accessorie alla realizzazione dei 9 km di autostrada TI-BRE che dovrebbero interessare la pianura parmense. Un'opera inutile che ha portato con sé, come opere al contorno richieste dai Comuni, non interventi ambientali ma altre infrastrutture viarie, innumerevoli raccordi, e la viabilità di cantiere che porterà alle cave per l’approvvigionamento del materiale inerte per la costruzione dell’autostrada e che, una volta terminata quest’ultima, resterà sul territorio. Una pratica purtroppo diffusa per tutte le grandi opere, a cominciare dalla TAV, fino ad arrivare ai 300 milioni di interventi previsti al contorno del progetto di autostrada Cispadana.
 
Nel proprio atto, il consiglio comunale ha deliberato la volontà di destinare i fondi della “tangenzialina”, pari a 2 milioni di euro, per la riqualificazione della viabilità esistente. Legambiente si auspica che la scelta del Comune non rimanga sulla carta ma possa tradursi in una serie di atti conseguenti che portino all'effettivo recepimento da parte del Cipe. Già il Comune di Parma aveva votato un ordine del giorno di rinuncia alla tangenziale di  Viarolo, ci si aspetterebbe quindi ora la delibera. Inoltre alla luce della volontà congiunta dei due Comuni interessati, la Regione dovrebbe esprimersi e chiedere al Cipe di riaprire il tavolo della TiBre a partire dalle mitigazioni e compensazioni.
 
Più in generale la richiesta è quella di rivedere complessivamente l'intervento TI-BRE, che oltre ad essere devastante per la pianura, con i suoi campi, oasi, fiumi e fontanili, dimostra ormai una totale insostenibilità economica.  Se l'opera dovrà essere ripagata dagli aumenti salati delle tariffe autostradali di Autocisa (pari al 7,5% all’anno dal 2010 al 2018), la diminuzione di traffico già registrata (dovuta alla crisi, ma anche agli aumenti del pedaggio) rende l'operazione un vero azzardo finanziario. Meglio sarebbe fermarsi per tempo e destinare le risorse alla linea ferroviaria Tirreno Brennero meno impattante, più sostenibile, e più utile".

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