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"La Tibre si farà" - Lo stato dei lavori della megaopera autostradale

E' l'assessore regionale Donnini a dirlo in Commissione per il secondo lotto, classificato con priorità due. Manca l'autorizzazione finale dal Ministero delle Infrastrutture ma dovrebbe arrivare a breve. A che punto è l'iter e come cambia la protesta

La Tibre si farà. E' questo l'annuncio dell'assessore regionale Donnini in Commissione nella giornata di ieri, giovedì 23 giugno che si riferisce al secondo tratto autostradale, quello che da Fontevivo arriverebbe, secondo il progetto definitivo, a Nogarole Rocca sull'A22 Modena-Brennero.

Il primo tratto autostradale, quello che interessa il territorio parmense e che sta suscitando l'opposizione dei comitati e delle associazioni, olte che del gruppo no Tibre che si sta muovendo recentemente sul territorio per informare sugli effetti dell'opera sull'ambiente, è classificato con priorità uno mentre il secondo era stato classificato con priorità due dalla stessa Regione. Ora l'assessore dice: nonostante sia di priorità due si farà anche perchè è legato al progetto dell'Aeroporto di Parma. 

La storia del corridoio intermodale Tirreno-Brennero risale a più di trent'anni fa e ad oggi manca solo l'autorizzazione finale da parte del Ministero delle Infrastrutture guidato dal Delrio. Una decisione che potrebbe arrivare a breve e che dovrebbe dare il via libera all'inizio dei cantieri da parte della ditta Pizzarotti, vincitrice dell'appalto da 512 milioni di euro per il primo lotto, 12 chilometri da Trecasali a Fontevivo.

Qualche settimana fa il Comune di Sissa-Trecasali, pur essendo contrario all'opera da anni, ha approvato il testo delle convenzioni con Autocisa, che prevedono alcuni piccoli miglioramenti per la viabilità cittadina, come alcuni chilometri di pista ciclabile, l'assunzione di un vigile urbano per il controllo del cantiere e le telecamere, sempre per il cantiere. Per quanto riguarda gli espropri praticamente tutti i proprietari hanno ricevuto il 45% del valore dell'indennizzo a cura di Autocisa per la cessione dei terreni su cui sorgerà il cantiere. A Torrile esiste già una cava, comprata dalla ditta Pizzarotti, che servirà per prelevare il materiale per la costruzione della mega opera autostradale mentre a Bianconese è già avviato da tempo il cantiere per la realizzazione di un'opera compensativa, sempre legata alla Tirreno-Brennero. 

L'opposizione all'opera negli ultimi mesi è cambiata: al tradizionale lavoro dei comitati e delle associazioni, il cui ultimo passo era stata un'autoconvocazione al Ministero delle Infrastrutture, che aveva previsto un incontro al Ministero e la promessa di un interessamento all'alternativa della Tibre ferroviaria, si sono aggiunti alcuni attivisti che, da pochi mesi, organizzano assemblee a Trecasali, volantinaggi tra gli abitanti e presidi, come quello in occasione del Consiglio comunale di Sissa-Trecasali. 

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