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Ti-Bre, Dall'Olio " Il grave equivoco su un opera che non c'è"

Dall'Olio (Pd), consigliere di minoranza del Comune di Parma torna a parlare di Ti Bre e si schiera contro la progettazione autostradale già agli onori di cronaca.

Dall'Olio (Pd), consigliere di minoranza del Comune di Parma torna a parlare di Ti Bre e si schiera contro la progettazione autostradale già agli onori di cronaca. 

Nonostante molti esponenti del  Partito democratico locale come Patrizia Maestri, Giuseppe Romanini e Giorgio Pagliari e i consiglieri regionali Alessandro Cardinali e Barbara Lori si sono espressi a favore "dell'opera strategica", il consigliere Dall'Olio si interroga: "Ed è davvero questa l'opera prioritaria su cui concentrare le poche risorse disponibili?"

COMUNICATO DALL'OLIO TI BRE - Ti-Bre il grande equivoco su un'opera che non c'è

Non ripetiamo gli errori della città cantiere

Il dibattito sulla Ti-Bre autostradale sta ruotando attorno ad un grande equivoco. I sostenitori ne parlano come di un'opera certa che potrebbe essere in breve realizzata. Ma nella realtà il secondo lotto dell'autostrada, il tratto San Quirico – Nogarole Rocca stralciato dal piano regionale delle infrastrutture strategiche, è letteralmente un'opera che non c'è. Esiste un progetto che risale al 2005, ma mancano completamente le risorse pubbliche per realizzarlo.

Il costo complessivo dell’opera, al netto del primo stralcio finanziato da Autocisa con l’aumento dei pedaggi, è di poco meno di 2,9 miliardi di euro di cui 0,9 più Iva sotto forma di contributo statale e 1,7 miliardi a titolo di “indennizzo” garantiti sempre dallo Stato. Per entrambi, e in particolare per il “contributo a stato avanzamento lavori”, non esiste da anni alcuna copertura finanziaria.

Qualcuno pensa davvero che con questi chiari di luna e con tutte le emergenze che abbiamo in Italia, a cominciare da quella idrogeologica, lo Stato troverà mai le risorse per finanziare quest'opera? Ed è davvero questa l'opera prioritaria su cui concentrare le poche risorse disponibili?

Dall'altra parte abbiamo invece un'infrastruttura strategica esistente, la ferrovia Parma-La Spezia, su cui si è già investito molto per il raddoppio della linea (da ultimo il tratto Solignano-Fornovo) e che attende ora solo di essere ultimata.

Il raddoppio del tratto Parma-Vicofertile, del costo di 236 milioni di euro, è un’opera rapidamente cantierabile: il progetto definitivo è già passato in conferenza dei servizi ottenendo il parere positivo del Ministero dell'Ambiente. Si tratta di recuperare le risorse che il governo Prodi aveva a suo tempo già stanziato, poi purtroppo distolte da Monti, e di procedere all'appalto.

La Fillea CGIL, invece di cadere nell'equivoco e chiedere lavoro per un'opera che non c’è e che soprattutto non serve, farebbe bene a sollecitare il ri-finanziamento del raddoppio della ferrovia che potrebbe dare in tempi rapidi risposte sul piano occupazionale, oltre che un sicuro beneficio per il territorio.

Qui si tratta di decidere se vogliamo continuare a credere alle favole della Legge obiettivo che fanno il paio con quelle della città cantiere da 400.000 abitanti, o se vogliamo prendere atto della realtà e comportarci di conseguenza individuando quelle che sono le opere prioritarie.

Si è visto come è andata a finire la città cantiere e guarda caso i promotori erano gli stessi che ora vogliono a tutti i costi l'autostrada. Riaprire quella stagione non pare proprio il caso. I parmigiani ne hanno avuto abbastanza ed è venuto il momento di voltare pagina una volta per tutte. O di cambiare libro, come diceva qualcuno ora impegnato a spalleggiare il ritorno al passato.

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