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Tibre, esposto dei Comitati sulla revoca dell'Assemblea dei sindaci del 26 ottobre

Il 26 ottobre nella sede della Provincia erano state convocate sia l'Assemblea dei Sindaci che il Consiglio provinciale. Il Consiglio si svolse mentre l'Assemblea dei sindaci venne rimandata: "Ai cittadini di Parma e provincia la possibilità di vedere espresso un parere collegiale dei propri sindaci è stato negato, nel momento in cui la mattina stessa dell'assemblea la seduta è stata revocata, con la motivazione di “consentire i necessari approfondimenti"

Il 26 ottobre nella sede della Provincia erano state convocate sia l'Assemblea dei Sindaci che il Consiglio provinciale per discutere dell'opera Tirreno-Brenneto, dopo la presa di posizione dell'assessore Donini sulla non più strategicità del tratto autostradale. Il Consiglio si svolse mentre l'Assemblea dei sindaci venne rimandata. Quel giorno le associazioni avevano parlato di 'pagina nera della democrazia a Parma': ora hanno presentato un esposto firmato da Wwf Parma - Legambiente, circolo di Parma – Lipu, Coordinamento Comitati Ambientalisti Lombardia, Comitato di tutela del territorio di Trecasali e Coordinamento dei Comitati contro le Autostrade Cr-Mne e Tibre.  

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LA NOTA DELLE ASSOCIAZIONI - "Le associazioni ambientaliste chiedono ancora una volta più trasparenza, rispetto delle regole e legalità nelle procedure che riguardano il progetto autostradale Tirreno-Brennero. Questa volta l'attenzione è puntata sull'assemblea dei sindaci del 26 ottobre scorso e sulla revoca di quell'importante appuntamento, stabilita conmodalità decisamente anomale e in contrasto con la normale prassi istituzionale. La convocazione dell'assemblea dei sindaci era la risposta alla richiesta forte e crescente da parte dei territori dipotersi esprimere sul progetto autostradale e sull'alternativa ferroviaria. In particolare alcuni comuni, fra cui quelli di Colorno, di Sissa-Trecasali e di Parma, avevano confermato in un precedente incontro svoltosi il 13ottobre a Colorno il proprio parere favorevole alla cancellazione dall'elenco delle opere strategiche del secondolotto del Ti-Bre autostradale proposto dalla Regione e la richiesta di una moratoria e sospensione di attività del primo lotto e l'avvio di una trattativa con la Commissione Europea per ottenere la sostituzione del progetto autostradale con quello del Ti-Bre ferroviario. E' evidente che, in considerazione del peso del Comune di Parma nella votazione, dall'assemblea sarebbe uscito un parere decisamente contrario all'autostrada, che avrebbe rafforzato la proposta della Regione, aprendo un dibattito serio sul destino del primo lotto di autostrada, che di fatto è destinato a restare un moncone, tanto costoso quanto inutile.

Ma ai cittadini di Parma e provincia la possibilità di vedere espresso un parere collegiale dei propri sindaci è stato negato, nel momento in cui la mattina stessa dell'assemblea, con i sindaci già presenti e tre ore dopo l'orario di convocazione, la seduta è stata revocata, con la motivazione di “consentire i necessari approfondimenti, in seguito all’approvazione da parte del Consiglio Provinciale di un ordine del giorno integrato rispetto alla versione originale”. Il fatto di non avere nemmeno aperto l'assemblea, non avere effettuato un appello, avere atteso le 12.29 per inviare la comunicazione della revoca di un incontro convocato per le 9.30, avere emesso due comunicati stampa discordanti (un primo che menzionava la mancanza del numero legale e il secondo che si appellava ai necessari approfondimenti”) e non avere più convocato la stessa assemblea dopo un mese, restano fatti oscuri, sulle quali le associazioni pretendono chiarezza.

Non è la prima volta che il movimento No-Tibre interviene su aspetti che riguardano la legalità della vicenda Ti-Bre, che in varie occasioni ha presentato passaggi poco chiari: la procedura d'infrazione successivamente archiviata pur in mancanza di alcuni degli adempimenti richiesti, una valutazione d'impatto ambientale paradossalmente ancora valida in quanto troppo vecchia per scadere ed una valutazione d'incidenza palesemente sbagliata". 

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