Tirreno-Brennero: il Ministero dell'Ambiente chiede spiegazioni per gli habitat di Natura 2000

"A seguito di una segnalazione del WWF Emilia-Romagna -si legge in una nota- il Ministero dell'Ambiente in questi giorni ha comunicato di avere chiesto spiegazioni agli uffici competenti, riguardo alla mancata tutela di vari elementi di pregio naturalistico, presenti nel sito della rete Natura 2000 che sarà attraversato dall'infrastruttura"

Una delle immagini del nostro viaggio-inchiesta nei luoghi della Tibre

"A seguito di una segnalazione del WWF Emilia-Romagna -si legge in una nota- il Ministero dell'Ambiente in questi giorni ha comunicato di avere chiesto spiegazioni agli uffici competenti, riguardo alla mancata tutela di vari elementi di pregio naturalistico, presenti nel sito della rete Natura 2000 che sarà attraversato dall'infrastruttura. Il WWF già nel maggio scorso aveva fatto presente al Presidente della Provincia di Parma che l'autostrada distruggerà alcuni habitat, cancellerà una delle due colonie di Falco cuculo presenti in Italia e arrecherà altri danni al patrimonio naturalistico, senza alcuna compensazione, in contrasto con la normativa italiana ed europea. Si tratta di un'inadempienza che rischia anche di fare perdere alla Provincia parte dei rimborsi comunitari del progetto Life realizzato proprio per la conservazione delle specie di interesse europeo.

TIRRENO-BRENNERO: I NUMERI, I RISCHI PER L'AMBIENTE, L'OPERA E' UTILE? 

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Dal momento che la Provincia di Parma, responsabile per la gestione del sito dei fontanili di Viarolo, non è stata in grado di fornire nessuna risposta, il WWF si è rivolto al Ministero, che si è prontamente attivato, sollecitando gli uffici competenti a fornire spiegazioni, “in considerazione della delicatezza che il caso riveste”. In attesa che sia fatta chiarezza su questo aspetto della questione Ti-Bre, il WWF insieme alle altre associazioni ambientaliste continua la battaglia contro un'opera che non porterà nessun beneficio dal punto di vista della viabilità e peserà ulteriormente sulle tasche delle famiglie, con un aumento dei pedaggi di Autocisa dell'80% in otto anni"

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