Tibre, il circolo Pd di Sissa-Trecasali: "No all'autostrada, inutile e dannosa"

Il circolo Pd di Sissa-Trecasali contro la realizzazione dell'autostrada: il primo lotto di lavori, affidati all'impresa Pizzarotti, costerà 513 milioni di euro: ". Ma per quale motivo si deve realizzare questa autostrada? Lo abbiamo chiesto a molti, tecnici, amministratori, politici, ma non abbiamo avuto una sola risposta esauriente"

"Passano gli anni e siamo ancora qui a parlare di autostrada Tirreno Brennero -si legge in una nota del circolo Pd Sissa-Trecasali- progetto che ha origine negli anni ’70 con l’intento di collegare l’Autostrada della Cisa, e quindi il Tirreno, con l’Autostrada del Brennero, unendo Fontevivo (PR) con Nogarole Rocca (VR) per una lunghezza complessiva di 85 km. Autocisa, concessionaria dell’opera, dopo l’espletamento della gara, ha infatti affidato i lavori di stesura del progetto esecutivo e l’esecuzione dei lavori del primo tratto Fontevivo/Trecasali, di circa 12 km, all’”Impresa Pizzarotti”. Questo progetto prevede anche, quali opere complementari, ulteriori strade quali il raccordo tra il casello Autostradale e la rotatoria-strada provinciale 10 e la circonvallazione dell’abitato di Viarolo, circonvallazione che, pensata anni fà in un contesto sociale e territoriale completamente diverso, risulta oggi del tutto inutile e superata. In corrispondenza del casello la Tibre si dovrebbe collegare con la Cispadana. Ma per quale motivo si deve realizzare questa autostrada? Lo abbiamo chiesto a molti, tecnici, amministratori, politici, ma non abbiamo avuto una sola risposta esauriente. Anzi da più parti si sottolinea l’inutilità dell’opera!

Ci sono invece tanti motivi per i quali non si deve fare, che proviamo ad elencare. Ad oggi non ci sono, e non ci saranno mai, i soldi pubblici (più di 900 milioni di Euro) per finanziare il collegamento fino all'Autobrennero, il cui costo complessivo è previsto in più di 2.000 milioni di Euro. Quindi non sarebbe più una TIBRE (Tirreno-Brennero), ma una TITRE (Tirreno- Trecasali). la Regione Emilia Romagna ha già fatto sapere che non metterà risorse per completare il tratto parmense della strada cispadana che dovrebbe collegare il nuovo casello autostradale di Trecasali con Brescello e con la cispadana reggiana (quella sì, già realizzata). Il costo dell’opera è pari a 513 milioni di euro, cioè 42 milioni per chilometro, totalmente autofinanziati dalla società concessionaria. Ma per finanziare tale opera Autocisa ha aumentato i pedaggi del 7,50% all’anno. Questo dal 2011 e continuerà a fare così per i prossimi anni, fino al 2018.

Quindi i costi ricadranno, anche se indirettamente, sui cittadini sotto forma di tassa occulta. Inoltre non si capisce come possa, un nastro d’asfalto e ghiaia tutto in pianura e con pochissime infrastrutture a parte un ponte sul Taro, costare così tanto, almeno il doppio della più costosa autostrada d’Europa. Nel frattempo, a causa dei rincari e della crisi economica, il traffico autostradale continua a calare. Nel 2013 siamo a -3,5% per il traffico veicolare e -6,5% per quello pesante rispetto al 2012, che già era stato un anno di forte contrazione. L’opera è stata pensata negli anni del Boom Economico, stiamo parlando di quasi un secolo fa. Ora siamo in anni di recessione economica, anni che hanno visto calare progressivamente il volume dei traffici autostradali. Abbiamo davanti agli occhi l’eclatante caso Bre-Be-Mi: nuovissima autostrada, così necessaria e fondamentale, ma inesorabilmente e desolantemente vuota! 

Dal punto di vista ambientale, oltre al rischio idrogeologico, il territorio dove passa la TI-Bre è già stato classificato dalla Regione Emilia Romagna come tipologia R4, ossia territori che per livello di inquinamento non possono più sopportare l’inserimento di infrastrutture inquinanti. Altra questione riguarda Autocisa. perchè la sopravvivenza di Autocisa è strettamente connessa alla costruzione dell’autostrada. La proroga della concessione senza gara, come invece sarebbe stato previsto dalla normativa europea, al 2031 è stata subordinata alla costruzione dell’intero tratto autostradale. Ma siamo sicuri che sia sufficiente costruire 10-12 km di autostrada contro gli 80 promessi per mettere a tacere l’Europa?

Detto questo, riteniamo che ci debba essere uno sforzo comune di tutte le forze politiche e le istituzioni per evitare che vangano realizzate autostrade inutili e dannose. Rilanciamo l’idea della riconversione dell’opera. Autocisa potrebbe commutare il progetto di costruzionedi 12 Km di autostrada nel progetto di portare a compimento la ferrovia Potremolese (con un costo enormemente inferiore a quello dell’autostrada) come asse privilegiato di collegamento tra Tirreno e Brennero e come linea di metropolitana di bacino per la mobilità locale. Occorre fare in fretta, mettersi subito al lavoro per non trovarsi, come in tanti casi, di fronte al punto di non ritorno in cui le cose diventano ineluttabili. Ricordiamoci che esistono sempre percorsi positivi e creativi che possono essere scelti in alternativa a distruzione e discordia e il lavoro della Politica con la P maiuscola è quello di immaginare e mettere in atto questi processi. Solo allora potremo andare dai nostri figli fieri a dire: Noi siamo quelli che hanno cominciato a cambiare!"

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