Tromba d'aria in Emilia: famiglie sfollate e case scoperchiate: 11 feriti

Tra Modena, Bologna e Ferrara alcune decine di strutture scoperchiate, fra case, fienili, capannoni agricoli e industriali. Diverse famiglie, di conseguenza, senza un tetto per la notte

Alcune decine di strutture scoperchiate, fra case, fienili, capannoni agricoli e industriali. Diverse famiglie, di conseguenza, senza un tetto per la notte. Undici feriti, nessuno grave, quasi tutti colpiti da calcinacci o oggetti trasportati dal vento, due malori. Sono gli effetti della tromba d'aria che si è improvvisamente abbattuta, nel pomeriggio del 3 maggio 2013, su parte dell'Emilia, sferzata anche da una violenta grandinata con chicchi del diametro fino a cinque centimetri.

AGGIORNAMENTI: 13 FERITI. Risultano essere tredici le persone ferite, nessuna in modo serio, dagli effetti della tromba d'aria che ieri pomeriggio ha colpito l'Emilia. Lo hanno riferito le Ausl di Modena e Bologna. Dodici sono i feriti in provincia di Bologna, di cui solo due hanno passato la notte precauzionalmente in ospedale, uno al Maggiore, l'altro a Bentivoglio. Da San Martino Spino di Mirandola una donna, colpita da vetri, è stata trasportata al pronto soccorso nel codice di minor gravità. Ci sono state poi diverse altre persone con leggere abrasioni, contusioni, ammaccature, sia perché colpite da oggetti e detriti sollevati dal vento, sia a causa della grandinata.

COLDIRETTI VALUTA LO STATO DI CALAMITA'. Coldiretti Emilia-Romagna è impegnata nelle prime valutazioni dei danni all'agricoltura dopo la tromba d'aria e la grandine che ieri pomeriggio si sono abbattute sulla campagne emiliane. Oltre alla tromba d'aria e le grandinate disastrose, che hanno colpito le campagne modenesi, sono state colpite anche Bologna e Ferrara. Coldiretti sta rilevando i danni "per valutare se ci sono le condizioni per chiedere lo stato di calamità". Fra tromba d'aria e maltempo, Coldiretti stima che i danni possano assommare a diversi milioni di euro. Grandine e tromba d'aria si sono aggiunti - ricorda Coldiretti - ai danni causati dai ritardi delle operazioni colturali per le continue piogge, che hanno impedito le semine e i lavori primaverili. Secondo i primi rilevamenti il maltempo di ieri ha danneggiato pesantemente i frutteti di mele, pere e pesche, ma anche il frumento, barbabietole, cocomeri e meloni. I territori più danneggiati nel Modenese sono lo stesso capoluogo, Castelfranco Emilia, Campogalliano, Carpi e alcuni comuni della bassa, dove i campi sono stati colpiti da chicchi di grandine grandi anche come mandarini. A Bologna colpiti i campi dei comuni verso il confine modenese. A Ferrara colpite da una violentissima grandinata le zone attorno alla città, tra Cona, Gaibana, Gaibanella, San Martino e S.Egidio.

CENTO CASE DANNEGGIATE. Sono oltre un centinaio le case danneggiate dall'improvvisa perturbazione che si è abbattuta sull'Emilia nel pomeriggio. E' il bilancio, ancora parziale, della Protezione civile dell'Emilia Romagna. Il direttore Maurizio Mainetti sta raggiungendo Mirandola con il presidente della Regione Vasco Errani e l'assessore alla Protezione civile Paolo Gazzolo. E' infatti proprio in uno dei comuni modenesi più devastati dal sisma di un anno fa, la frazione di San Martino in Spino, la più danneggiata dalla tromba d'aria. "Un conteggio definitivo lo avremo domani", ha detto Mainetti, spiegando che l'impegno è diretto a collocare e trovare soluzioni di assistenza per le decine di persone con la casa inagibile. E ha confermato che i feriti tra Modenese e Bolognese sono 11 di cui sei portati precauzionalmente in ospedale.

A poco più di due settimane dall'anniversario del terremoto, è di nuovo emergenza per le province di Modena e Bologna, fino al confine con quella di Ferrara. Sono Castelfranco Emilia e Mirandola nel Modenese, Bentivoglio e Argelato nel bolognese i comuni più colpiti. Il vortice, del quale già circolano diversi video sul web, ha impressionato chi se lo è trovato di fronte. "A memoria d'uomo da queste parti non si era visto un fenomeno del genere, non se lo ricordano neppure persone che hanno 70-80 anni", ha detto il primo cittadino di Argelato, Andrea Tolomelli. La tromba d'aria si è formata poco prima le 17, e partendo dalla provincia di Modena, perdendo e recuperando via via intensità, forse dividendosi in più di un vortice, ha attraversato l'alto Bolognese e andandosi a spegnersi circa un'ora dopo nel basso Ferrarese.

Si è portata via le coperture degli edifici, ha danneggiato attrezzi agricoli, capannoni sono crollati, e pali della luce abbattuti. Per un albero sui binari è stata interrotta la linea Bologna-Padova. All'Interporto di Bologna container sono volati a metri di distanza. I danni sono ingenti, in via di quantificazione, così come gli sfollati. Si parla, per ora, di alcune decine di famiglie. La situazione è monitorata dai carabinieri, dai vigili del fuoco, e si è attivata anche la protezione civile regionale, guidata dal direttore Maurizio Mainetti che si è recato nei luoghi. "Siamo come terremotati", è l'immagine forse più efficace che trova il sindaco di Bentivoglio, Vladimiro Longhi. Quasi tutto il territorio colpito, tra l'altro, si trova nel cratere del sisma del 2012.

"Nelle prossime ore integreremo la richiesta di stato di emergenza nazionale già al vaglio del Governo dopo il maltempo e le frane che hanno colpito il nostro Appennino, inserendo anche questa nuova emergenza che, oggi pomeriggio, ha colpito diversi comuni della bassa pianura bolognese e modenese. E' evidente, come abbiamo già ribadito nei giorni scorsi, che è indispensabile una risposta rapidissima ed inderogabile da parte del Governo", ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani. "Anche gli esiti di quest'ultima calamità, che coinvolge un territorio già fortemente compromesso dalle recenti frane e alluvioni, verranno portati all'attenzione del Governo come ulteriori elementi di valutazione affinché si possa procedere con celerità alla dichiarazione dello stato di emergenza", ha spiegato un comunicato del Dipartimento della Protezione Civile.

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ARGELATO. Un fenomeno come quello che si è visto nel pomeriggio "da queste parti non si era mai visto, a memoria di persone anche di 70-80 anni", ha detto un altro primo cittadino, Andrea Tolomelli di Argelato. "Abbiamo già avuto il terremoto - ha proseguito, ricordando che il proprio comune è all'interno del cratere -. Ora anche questa, ci mancano solo le rane e le cavallette". I danni più grossi "sono stati alle aziende e alle attrezzature agricole", ha aggiunto Tolomelli spiegando anche ci sono cavi tranciati e case, soprattutto nelle zone di campagna, senza elettricità

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