Torre Libertaria, Usi: "Spazio finalmente liberato a favore della città"

La Torre Libertaria si presenta alla città. L'Amministrazione commenta: "Così si prende per sè qualcosa che è di tutti". Ma il Torrione di via Farnese era chiuso e abbandonato da anni dopo essere stato ristrutturato con un investimento di 600 mila euro stanziate dall'allora giunta Vignali, si è mostrato

La Torre Libertaria si presenta alla città. E questa volta il Torrione di via Farnese, chiuso e abbandonato dopo essere stato ristrutturato con un investimento di 600 mila euro stanziate dall'allora giunta Vignali, si è mostrato in tutta la sua bellezza. Uno spazio che fino a sabato non era usufruibile che in questi giorni è stato visitato da decine di persone. "La Torre Libertaria -sostiene un'attivista e sindacalista dell'Usi- è sostanzialmente la sede dell'Unione Sindacale di Parma e del gruppo anarchico Cieri della Fai. Vogliamo dare finalmente apertura alla nostra biblioteca, il fondo Furlotti. Migliaia di libri che vorremmo che fossero accessibili a chiunque li voglia prendere in prestito. Fino ad ora non è stato possibile perchè nella vecchia sede di San Prospero le condizioni strutturali e la collocazione non lo consentivano. Ora invece sarà possibile farlo". Sul versante trattativa, prima dell'uscita della nota stampa del vicesindaco Nicoletta Paci che condanna l'atto dell'occupazione gli attivisti hanno dichiarato: "Noi invitiamo il Comune a dare un segno positivo per aprire una trattativa. Siamo disponibili a tutti i passi per la regolarizzazione: da sabato sono passate tantissime persone a vedere la Torre. Così riusciamo a restituire un bene pubblico: diciamo al Comune di farsi sentire perchè abbiamo intenzione di lavorare seriamente. Questo spazio servirà anche a dare delle risposte ai lavoratori che si trovano ad affrontare la crisi economica. Per ora non abbiamo avuto contatti". Un contatto però c'è stato: da stamattina infatti la Torre Libertaria non ha più luce. 

LA NOTA DEL COMUNE. "Non è occupando edifici pubblici che gli stessi si restituiscono alla città. Occupare vuol dire prendersi per sé qualcosa che è di tutti”. Così il Vicesindaco Nicoletta Paci, assessore con delega al Patrimonio, condanna l’azione di occupazione del torrione di via Farnese da parte degli anarchici e di Usi (Unione Sindacale Italiana). La stessa Usi, che risulta tra gli occupanti, su sua richiesta, era stata incontrata dal Vicesindaco al fine di trovare un punto d’incontro sull’individuazione di una nuova sede, visto che nell’attuale si sono riscontrate problematiche relativa a infiltrazioni d’acqua. Non essendoci la disponibilità di altri immobili per l’utilizzo che Usi ne voleva fare, si era data loro una disponibilità di massima con la promessa di trovare una soluzione, ma non prima dell’approvazione del nuovo regolamento per l’assegnazione di immobili, prevista entro la fine del 2014. “Se tutte le associazioni si comportassero come quelle che hanno occupato il torrione di via Farnese, non esisterebbero né regole, né regolamenti – fa sapere il Vicesindaco -. La verità è che mentre c’è chi aspetta l’approvazione del regolamento e del successivo bando di gara per avere, di diritto, una sede da utilizzare e da tener curata, c’è chi al contrario impone le proprie azioni a danno della collettività. Sono gesti pericolosi e non pericolosi. A tal proposito l’amministrazione fa sapere che il 3 novembre scorso è stata sporta denuncia contro gli occupanti abusivi del torrione". 

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LA RISPOSTA DI TORRE LIBERTARIAIn merito all'ultimo comunicato stampa della vicesindaco Nicoletta Paci, come lavoratori dell'USI Parma riteniamo che vi siano diverse forzature ed inesattezze. Innanzitutto, è falso sostenere che "abbiamo imposto azioni a danno della collettività”, la realtà dice invece che un Torrione storico restaurato per una spesa di circa 600mila euro e poi chiuso e abbandonato da anni è stato restituito alla città e alla collettività, prova ne sono le moltissime persone del quartiere, e non solo, che sono entrati per visitarlo e partecipare alle attività di questi giorni. Un luogo quindi restituito, aperto, finalmente attraversabile. E' anche forzato sostenere che "non rispettiamo i tempi": la Vicesindaco sa che sono 15 anni che abbiamo un rapporto in essere col Comune e sa anche che sono due anni che chiediamo un trasferimento,all'occupazione siamo stati purtroppo costretti dalle tempistiche imposte dal Comune, perchè non possiamo più restare con materiale archivistico che marcisce, tetti in eternit, infiltrazioni d’acqua e infestazioni di animali vari. La nostra inoltre non è un'associazione qualsiasi, ma un sindacato la cui sede fu distrutta dai fascisti. Non ė nemmeno corretto pensare che oggi dobbiamo utilizzare un'associazione per reclamare un diritto, e metterci in fila come gli altri. Se per questa amministrazione l'antifascismo non ė più di moda, per noi invece ė un valore e intendiamo usufruire dei vantaggi riservati a chi venne perseguitato da quel regime. La nostra azione ha evidenziato come questa amministrazione non solo disattenda le promesse fatte in campagna elettorale (dall'inceneritore al rapporto trasparente e diretto coi cittadini, come in altre vicende abbiamo evidenziato) ma è anche palesemente lenta nell'affrontare le situazioni che si presentano, incapace di incedere su una farraginosa burocrazia che rende chiusi e inutilizzabili numerosi edifici di proprietà della collettività. Noi restiamo forti di un Progetto di autorecupero (e quindi ovviamente con utenze a nostro carico) che prevede un servizio per la collettività fatto di Archivio/Biblioteca, Info-Point sindacale e non solo, Sportello di ascolto  e di lotta per lavoratori in difficoltà. Il tutto in totale rispetto del vicinato e dell’edificio stesso. Lamentiamo invece che nessuno del Comune, nonostante la nostra volontà di confronto immediata e da anni dimostrata, abbia ritenuto di incontrarci: anche questo sarebbe un esercizio di democrazia. Ribadiamo quindi la nostra serena ma determinata volontà di confrontarci con questa Amministrazione, certi che una soluzione positiva per tutti la si possa trovare.

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