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Torre Libertaria, gli attivisti escono: 'Non vogliamo esporre il luogo a un sgombero"

"Il Comune non ci ha mai ascoltato, ora aspettiamo un Tavolo". Gli esponenti dell'Unione Sindacale Italiana, dopo tre mesi di progetti sociali e culturali escono dal Torrione di via Farnese che tornerà ad essere abbandonato

Dal 1° novembre all'interno del Torrione di via dei Farnese, restaurato con un investimento di 600 mila euro e poi lasciato in stato di abbandono, si sono susseguite iniziative culturali, sociali e relative al mondo del lavoro. I lavoratori della sezione di Parma del sindacato Usi/Ait infatti erano entrati all'interno della struttura, sistemandola e adattandola ad una serie di progetti: dallo sportello Autogestito sul lavoro all'Infopoint con libri e riviste, al Bellavita Shop, il primo negozio senza soldi di Parma che stava riscuotendo tanto interesse nei cittadini. Ora questi progetti cercano casa: gli occupanti infatti hanno deciso di uscire per poter così aprire una trattativa con il Comune. "Il Comune di Parma si è sempre rifiutato di parlare con noi, non ha aperto un tavolo di confronto. Ora aspettiamo in una convocazione perchè abbiamo tolto quell'impedimento -nelle loro parole- per poter avviare un dialogo". Mentre i residenti di via dei Farnese si dicono dispiaciuti per il fatto che la struttura tornerà ad essere vuota. Del resto lo sgombero era stato annunciato a giorni: "Non vogliamo esporre al rischio di uno sgombero un bene che è stato apprezzato dai cittadini e che per noi è prezioso. Un pò meno per il Comune visto che a tutt’oggi non ha accennato a nessun progetto per il suo utilizzo".

 "Come esponenti dell'Unione Sindacale Italiana abbiamo ritenuto di lasciare lo stabile, diventato la Torre Libertaria, perchè vogliamo vedere se tutto quello che ha detto fino ad oggi il Comune -cioè che non avrebbe aperto nessun tavolo di trattativa con noi perchè eravamo occupanti- è reale. Sono tre mesi che all'interno di questa Torre portiamo avanti i nostri progetti con estrema coerenza. Siamo disposti a fare un passo indietro per verificare se l'atteggiamento del Comune è un atteggiamento effettivo. Lasciamo lo stabile e da ora siamo disponibili ad instaurare un Tavolo di trattativa con l'Amministrazione Comunale. 

LA NOTA DELL'USI. "Oggi, lunedì 19 gennaio, l’assemblea che ha animato la Torre Libertaria ritiene concluso il percorso all’interno della Torre stessa. Ricordiamo che il primo novembre abbiamo liberato la Torre dall’abbandono: porta aperta, vetri rotti, immondizia, degrado. La Torre è stata pulita e finalmente visitata da centinaia e centinaia di parmigiani. Nella Torre si sono effettuate tantissime iniziative pubbliche molto riuscite (conferenze, assemblee, mostre), progetti (sportello di lotta sindacale, mercatino del baratto, info-point), etc. Il Comune da subito ha rifiutato ogni contatto con noi adducendo che eravamo “illegali”: noi al contrario più volte abbiamo rimarcato che siamo stati costretti ad occupare a causa delle lungaggini burocratiche (due anni solo per stilare un regolamento per la concessione di spazi pubblici a cui abbiamo diritto; svariati anni per avere…nessuna risposta concreta) e che per noi lasciare un posto magnifico come la Torre al degrado era incredibile Abbiamo cercato la strada del dialogo ma finora il Comune non ci ha mai risposto. Vista la situazione abbiamo deciso di lasciare l’immobile perché non vogliamo esporre al rischio di uno sgombero –che ci è stato annunciato a breve- un bene che è stato apprezzato dai cittadini e che per noi è prezioso, un po’ meno per il Comune, visto che a tutt’oggi non ha accennato a nessun progetto per il suo utilizzo. Ricordiamo anche che non abbiamo mai scavalcato alcun gruppo o associazione, avendo col Comune di Parma un accordo in essere fin dal 1998 e avendo noi il diritto per legge a riottenere parte di quel patrimonio storico che il fascismo ci tolse nel 1924. Tacciano i benpensanti o i fascisti del 2° millennio: per noi l’antifascismo è valore ancora attuale. Contemporaneamente non vogliamo correre il rischio di essere strumentalizzati: infatti con possiamo ignorare la campagna mediatica alimentata dalla curia –detentrice di un patrimonio immobiliare enorme e vergognoso- con l’avallo di alcune forze politiche, che si sta imbastendo contro gli spazi occupati in genere e la concessione di luoghi abbandonati a Rete diritti in Casa e Sovescio, a cui va tutta la nostra solidarietà.
Da oggi attendiamo che l’Amministrazione Comunale sia coerente con quanto vantato in campagna elettorale, con quanto affermato in questi mesi e con quanto il suo compito le imporrebbe: aprire immediatamente un confronto. In base a questo vedremo in futuro come comportarci".

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