Carcere di Via Burla: la moglie del boss Battista: "Torture per costringerlo e pentirsi"

Nella denuncia la donna racconta di aver incontrato il marito per un colloquio sabato 3 agosto e di averlo trovato ''denutrito, pieno di ematomi dappertutto, sugli occhi, dietro al collo e con le orecchie piene di sangue raggrumito

La moglie del boss barese Antonio Battista ha depositato una denuncia in Procura a Bari, riferendo di presunti maltrattamenti subiti dal marito nel carcere di Parma, dove è sottoposto al regime del 41 bis. Nella denuncia la donna racconta di aver incontrato il marito per un colloquio sabato 3 agosto e di averlo trovato ''denutrito, pieno di ematomi dappertutto, sugli occhi, dietro al collo e con le orecchie piene di sangue raggrumito''. In quella occasione il marito le avrebbe detto di subire ''torture'', senza specificare da parte di chi, e che ''gli mettevano ammoniaca e varichina nel cibo e nelle bevande e che lo legavano e gli facevano siringhe di valium''.

Antonio Battista, 43enne pluripregiudicato, è stato condannato in secondo grado a 15 anni di reclusione per associazione mafiosa e traffico di droga. Inizialmente detenuto nel carcere di Cuneo, è stato trasferito a Parma circa un mese fa. ''Nelle ultime settimane - ha raccontato la donna all'ANSA dopo aver depositato la denuncia - non gli hanno recapitato nemmeno le lettere che io gli ho inviato e gli hanno fatto credere che io e mio figlio fossimo in pericolo di vita. Lo stanno torturando in carcere per costringerlo a pentirsi''.

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