Totò Riina è fin di vita all'Ospedale Maggiore

Oggi il boss corleonese compie 87 anni: è in coma da alcuni giorni dopo due interventi chirurgici

Totò Riina è in fin di vita all'Ospedale Maggiore di Parma, nel reparto riservato ai detenuti. Oggi, 16 novembre 2017, il boss compie 87 anni. Riina è in coma da alcuni giorni dopo essersi sottoposto a due interventi chirurgici. I medici avevano fatto sapere che il detenuto avrebbe difficilmente superato le operazioni.  

Arrestato il 15 gennaio del 1993 dopo 24 anni di latitanza, è ancora considerato dagli inquirenti il capo indiscusso di Cosa nostra.  Riina sta scontando 26 condanne all’ergastolo per decine di omicidi e stragi tra le quali quella di viale Lazio, gli attentati del '92 in cui persero la vita Falcone e Borsellino e quelli del '93, nel Continente.

A luglio il tribunale di sorveglianza di Bologna aveva rigettato la richiesta di differimento della pena per Totò Riina, avanzata dai legali. Per questo motivo è rimasto nel reparto detenuti dell’ospedale di Parma in regime di 41bis. 

Con parere positivo della Procura nazionale antimafia e dell’Amministrazione penitanziaria, il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha firmato il permesso per i parenti del “padrino” di Cosa nostra Totò Riina (detenuto in regime di 41 bis) di visitarlo nel Reparto detenuti del carcere di Parma, dove è ricoverato in fin di vita.

Il figlio Salvo Riina, terzogenito dei quattro figli che il boss ha avuto con Ninetta Bagarella, gli ha dedicato una foto e un messaggio sui social: "Per me tu non sei Totò Riina, sei il mio papà. E in questo giorno per me triste ma importante ti auguro buon compleanno papà. Ti voglio bene, tuo Salvo". Un post che in 5 ore ha collezionato oltre 400 "like" e oltre 150 commenti. "Auguri di buon compleanno vero uomo", o "Auguri grande uomo, non ce ne saranno più di uomini come lui a Corleone perché è leggenda". E poi ancora: "Tanti auguri zio Totò da quando non ci sei tu al potere ci hanno portato alla rovina".

Lo scorso 11 luglio, ad esempio, in una relazione firmata dal dottor Michele Riva, primario del reparto di medicina interna dell’ospedale Maggiore di Parma, si leggeva che il boss di Cosa Nostra è "a rischio di morte improvvisa" a causa della sua cardiopatia. Proprio per questo c'erano state delle polemiche in merito alla sua presenza in aula nel processo che lo vede imputato per le presunte minacce al direttore del carcere di Opera. 

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