Ecco il piano per far evadere Riina con l'elicottero: "Agente del Sismi voleva liberare Totò con l'aiuto dei clan"

Le dichiarazioni del pentito Pasquale Nucera, il summit in un hotel di Nizza e i mercenari serbi

"Un agente del Sismi voleva fare evadere Riina con l'aiuto dei clan". A rivelarlo è il pentito Pasquale Nucera, sentito nel corso del processo 'Ndrangheta stragista in corso a Reggio Calabria. Un processo che vede imputato anche il boss palermitano Giuseppe Graviano come uno dei presunti mandanti degli agguati nei confronti dei carabinieri nella stagione delle stragi. Rispondendo alle domande del procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, Nucera, ha parlato di tutto. Dalla mafia collegata alla massoneria all'evasione (tentata) di Riina.

Fino al cosiddetto “quarto livello”, del quale facevano parte anche i mafiosi palermitani che avevano contatti con i servizi segreti. Un mondo diverso, dove c'erano anche esponenti della massoneria. Dalle parole di Nucera emerge il ruolo di Cosa nostra nell'omicidio del giudice Scopelliti.

"A Villa San Giovanni ‘ndranghetisti e massoni hanno deciso di eliminare il giudice Scopelliti - ha detto Nucera nel corso della deposizione riportata da lacnews24.it -. Mi hanno detto che è sceso anche tale “Santoro”, ossia Bagarella, a sistemare la cosa. Proprio tale Santoro era presente anche a Santa Margherita Ligure, all’incontro chiesto per sistemare l’affaire Barreca. Ed è lì che diceva di avere un problema con il maxi processo. Ciò mi fu raccontato da uno degli Iamonte. A Villa San Giovanni c’era stato anche un incontro con il commercialista di Riina, Mandalari. C’erano gli Zito, i Garonfalo, i Labate, gli Iamonte, qualcuno della Piana, dei Piromalli e uno della famiglia Rugolo".

C'è poi il racconto in merito al tentativo di liberare Totò Riina. Un'evasione dai contorni spettacolari. Pianificata all'hotel Phoenix, a Nizza. Sì, perché le esperienze di Nucera lo hanno portato anche fuori dall’Italia, in particolare a combattere per la legione straniera. Una vicenda che chiama in causa i "mercenari". Gli stessi che avrebbero dovuto occuparsi dell’evasione di Totò Riina.

"A tale scopo, ricorda Nucera, ci fu un incontro fra Vittorio Canale, il figlio di Domenico Libri, Domenico Broccoletti del Sismi e un agente libico (Canale e Libri sono personaggi della malavita calabrese, ndr). L’incontro avvenne in un hotel di Nizza, vicino Montecarlo. 'Broccoletti e l’agente libico – è il racconto di Nucera – mi disse che avevano chiesto a Canale di organizzare l’evasione di Riina dal carcere".

Un servizio assai complesso, ma ben retribuito. "Gli avevano dato una rata da 100 mila dollari che dovevano servire per assoldare 20 mercenari e procurare un elicottero. Mercenari da reclutare che dovevano essere serbi. All'epoca io avevo rapporti con i mercenari perché nel 1990 c'era stata la guerra del Golfo e io sono satato lì 22 giorni. Poi sono rientrato e sono andato a Belgrado. Io dovevo presentare a Canale Vinco, Bachilla, Luis e Alain che erano mercenari serbi in Costa Azzurra che poi avrebbero dovuto gestire i contatti con la Serbia".
 

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