Traffico di giovanissimi calciatori dalla Costa d'Avorio: cinque indagati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina

Hanno orchestrato tutto per il rilascio del visto di ingresso e per il permesso di soggiorno per ottenere ricongiungimento familiare

Nella giornata di ieri la Polizia di Stato, su delega della Procura della Repubblica di Parma ha eseguito una serie di perquisizioni a carico di 5 cittadini ivoriani Tehe Bly Blaise, classe ’64, Traore Hamed Mamadou classe ’75, Teher Marina Edwige Carine classe ‘79, Abou Zadi Gildas classe ‘78, e Teher Larissa Ghislaine classe ‘81, ritenuti, a vario titolo, responsabili dei reati di falso e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina poiché, fingendosi genitori di 5 giovanissimi calciatori ivoriani (minorenni all’epoca del loro ingresso in Italia), ottenevano prima il rilascio del Visto di ingresso e poi il rilascio del permesso di soggiorno per ricongiungimento familiare, consentendo l’ingresso in Italia dei 5 ragazzini che venivano immediatamente avviati all’attività calcistica.

L’attività conclusasi nella giornata di ieri ha tratto abbrivio dalle dichiarazioni etero-accusatorie rese da Drago Giovanni Damiano nell’ambito del procedimento penale che lo vedeva indagato e successivamente imputato, in concorso con altri per aver consentito l’ingresso clandestino in Italia di 5 giovanissime promesse del calcio ivoriano, alcune delle quali sarebbero state ingaggiate in società di calcio professionistico. Le preliminari verifiche condotte dagli agenti della Squadra Mobile di Parma hanno consentito di identificare compiutamente i quattro complici di Tehe Bly Blaise ed i 5 giovanissimi giocatori e riscontrare le dichiarazioni rese da Drago.

Si accertava, infatti, che Teher Marina Edwige Carine, dipendente del club Atalanta Bergamasca Calcio, è entrata in Italia, nel 2005 a seguito di ricongiungimento familiare, richiesto dall’allora marito Traore Hamed Mamadou (fondatore del club calcistico di Abidjan (CIV), “LFA” (Leader Foot Academy) presso cui hanno esordito 2 dei 5 giovani calciatori condotti clandestinamente in Italia da DRAGO Giovanni Damiano). I due, nel 2014, hanno fatto entrare in Italia, sempre attraverso un visto per ricongiungimento familiare, 2 figli che, dopo esser stati ingaggiati in squadre di calcio locali, sono approdati rispettivamente al Sassuolo Calcio ed all’Atalanta.

Lo stesso Tehe Bly Blaise, entrato in Italia nell’’87 e coniugato con una cittadina italiana, nel 2014 viene raggiunto dal proprio figlio nato nel 1999 in Costa d’Avorio. Il giovane, al pari degli altri, dopo aver avuto il suo battesimo calcistico presso una squadra locale, ha militato nelle giovanili e nelle prime squadre di alcuni club italiani di serie inferiori, per poi esser tesserato nel Parma FC ed andare in prestito al TPS nella massima serie del campionato finlandese. La successiva attività investigativa condotta con un’imponente attività di intercettazione telefonica ed attività tecnica di natura biologica, ha consentito di accertare l’assoluta estraneità tra questi e gli asseriti figli introdotti in Italia attraverso il meccanismo del “ricongiungimento familiare” e comprovare le condotte di ciascuno di loro.

Nella giornata di ieri, contestualmente alle operazioni di perquisizione che hanno consentito di rinvenire e sequestrare parte della falsa documentazione utilizzata per ottenere l’ingresso sul TN, i 4 ragazzi presenti in Italia sono stati sentiti come persone informate sui fatti e, dalle loro dichiarazioni, è stato raccolto il definitivo riscontro all’ipotizzata falsità dei loro rispettivi rapporti di parentela con gli indagati.

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