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Cronaca

Tre settimane di ipotesi, dubbi e supposizioni: ma l’identità è solo un pezzo del puzzle. Ancora tanti i punti da chiarire

Ecco come si è risaliti ad Alessandra Ollari: Più degli esami (disposta l'autopsia a fine mese), a permettere il riconoscimento del corpo sarebbero stati vestiti e oggetti personali della donna. Ora resta da stabilire chi l’ha uccisa, se sia morta per cause naturali e come il corpo sia finito in via Sidoli

Esattamente tre settimane dopo il ritrovamento, quel corpo martoriato dal tempo e in avanzato stato di decomposizione al punto da essere irriconoscibile, adesso ha un nome. Da quel venerdì 2 febbraio, quando il cadavere venne ritrovato in un'area verde a pochi passi dalle case e dalla strada tra via Sidoli e via Zoni, si è detto e scritto tanto. Ipotesi, supposizioni, ma molto indizi sono andati da subito nella direzione di Alessandra Ollari, 53 anni, scomparsa nel giugno dell'anno scorso. Più che gli esami (disposta l'autopsia), a permettere il riconoscimento del corpo sarebbero stati vestiti e oggetti personali della donna: il cadavere è il suo, anche se a mettere definitivamente la parola fine saranno gli accertamenti irripetibili alla fine del mese disposti dalla Procura di Parma, la stessa che nel mese di ottobre del 2023 ha aperto un fascicolo per omicidio, indagando contro ignoti.

L'incarico sarà conferito il 27 febbraio, sarà effettuata una Tac e l'autopsia sarà eseguita il giorno dopo. Alle 18 del 2 febbraio carabinieri e polizia si sono recati sul posto, insieme ai vigili del fuoco, dopo la segnalazione da parte di un residente. I rilievi tecnici sul ritrovamento del cadavere e le indagini sono portati avanti dalla polizia scientifica e dagli inquirenti della Questura di Parma.

Dal momento del ritrovamento del cadavere, in effetti le indagini si erano rivolte soprattutto sulla scomparsa della donna. Ma l'identità è solo un tassello. Di certo adesso resta da stabilire chi possa averla uccisa, se sia morta per cause naturali e come il cadavere sia comunque finito in quella zona. Sotto questo punto di vista si viaggia su un duplice binario per quanto riguarda le ipotesi: che il corpo possa essere stato portato nel luogo del ritrovamento in un secondo momento e poi seppellito, o che addirittura possa essere stato sotterrato da subito nella zona in cui poi è stato rinvenuto da un passante a passeggio col proprio cane.   

Sarebbero questi in effetti i motivi che spiegherebbero il perché residenti e passanti non si sono accorti della presenza del cadavere in tutti questi mesi. Nel punto in cui è stato ritrovato ci sono arbusti incolti ma è molto frequentato dai residenti, sopratutto per le passeggiate con i cani. Il giorno del ritrovamento, infatti, il cane si sarebbe accorto della presenza di qualcosa nel terreno e avrebbe iniziato a scavare. Da lì la scoperta del cadavere, già in avanzato stato di decomposizione al punto da essere irriconoscibile.

Insomma sono ancora tanti i punti interrogativi da chiarire in un'indagine che è ancora agli inizi. 

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