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"Pagate 3 mila euro o arrestiamo vostro figlio": anziani truffati dal finto maresciallo

I mesi scorsi una pattuglia della Polizia è intervenuta nei pressi della stazione ferroviaria per segnalazione di avvenuta truffa ai danni di anziani. Il personale intervenuto apprendeva che, verso le ore 13,00 circa precedenti, un individuo qualificatosi come avvocato, si era presentato presso la loro abitazione asserendo che il loro figlio aveva investito una persona con l’auto, che in quel momento si trovava presso la caserma dei Carabinieri e che, per evitare l’arresto, avrebbero dovuto pagare una cauzione di 3.000 euro in contanti o con oggetti in oro di pari valore. Mentre “l’avvocato” raccontava quanto accaduto, al telefono fisso dell’abitazione dei due anziani giungeva una telefonata da parte di un uomo che si è presentato come “Maresciallo dei Carabinieri” il quale confermava la dinamica dei fatti esposta dall’uomo che era in casa, invitando l’anziano a pagare la cauzione altrimenti era costretto ad arrestare il figlio.

I due anziani spaventati e preoccupati delle conseguenze per il figlio, consegnavano al finto avvocato tutto il denaro custodito in casa ossia la somma di euro 150. Logicamente il ricevente non si è accontentato ed a quel punto l’individuo accompagnava i due anziani presso lo sportello bancomat ove entrambi effettuavano un prelievo di 250 euro che consegnavano nelle mani del malvivente. Quest’ultimo, non pago, riaccompagnava a casa i due anziani ed una volta all’interno dell’abitazione, con tono imperativo, diceva loro che i soldi non bastavano e che dovevano dare anche dei gioielli altrimenti il maresciallo avrebbe arrestato il loro figlio.

La donna a quel punto, forse anche perché intimorita dai toni dell’avvocato (finto) prendeva in mano il telefono di casa per chiamare il figlio ma, appena appoggiata la cornetta all’orecchio, udiva la voce del maresciallo dei Carabinieri che, stizzito e con tono minaccioso, le diceva che non aveva tempo da perdere e che se non gli interessava niente della sorte del figlio poteva far quello che voleva in quanto lui lo avrebbe arrestato e portato in galera.

A quel punto la donna, spaventata, consegnava al malvivente tutti i gioielli custoditi in casa costituiti da una catena in oro rosso per orologio da tasca, due fili in oro giallo con perle, un paio di orecchini in oro giallo, un paio di orecchini con perle ed un anello. A quel punto il malvivente si allontanava. Solo al rientro in casa del figlio, i due anziani si son resi conto di essere stati truffati in quanto nulla era accaduto di quanto raccontatogli dal finto Maresciallo nonché dal finto Gli investigatori della Sezione Antirapine provvedevano ad acquisire le immagini della telecamera posizionata sul bancomat ove i due anziani hanno effettuato i prelievi di denaro poi consegnato al truffatore. L’analisi dei filmati permetteva individuare il soggetto ma che non era conosciuto.

La svolta alle indagini la dava alcuni giorni dopo l’anziana vittima che si è presentata presso gli uffici della Squadra Mobile riferendo di aver appreso da un amico residente a Milano, a cui aveva raccontato quanto gli era accaduto, che era stato arrestato un soggetto di origine napoletana che aveva posto in essere, in due province della Lombardia, alcune truffe ai danni di anziani con il medesimo modus operandi, chiedendo di poterne vedere la fotografia. Appreso di quanto sopra gli investigatori della Sezione Antirapine si mettevano in contatto coi colleghi lombardi constatando la fondatezza di quanto riferito ed acquisendo le generalità e la fotosegnaletica del truffatore arrestato. Già visionando la fotosegaletica di C. F. classe 1976 nato a Napoli e confrontandola coi fotogrammi estrapolati dalla telecamera posizionata sul bancomat utilizzato dalle due anziane vittime in occasione del prelievo del denaro, si aveva conferma che si trattava della stessa persona.

Veniva allestito un fascicolo fotografico nel quale venivano inserite numerose fotografie tra cui quella del sospettato. Il fascicolo veniva mostrato ai due anziani che riconoscevano nella fotografia ritraente C.F., il finto avvocato nelle cui mani avevano messo soldi e gioielli. C.F. è stato indagato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Parma per il reato di Truffa in concorso. In questo caso si evidenzia che il finto Maresciallo che ha telefonato in casa delle vittime, dopo il primo colloquio non ha riagganciato mantenendo occupata la linea e quanto l’anziana ha provato a telefonare al figlio, in linea vi era sempre lui. Si coglie l’occasione per invitare le persone anziane, nonché i figli di questa categoria di vittime che viene purtroppo “bersagliata” da questi “predatori” affinché innalzino la soglia d’attenzione così da rendere meno facile l’attività


 

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